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Proroga della protezione temporanea fino al 2027
Il decreto del Consiglio dei Ministri del 29 dicembre 2025 apre un nuovo orizzonte di pianificazione giuridica per i rifugiati ucraini. La proroga dell’articolo 20 fino al 4 marzo 2027 stabilizza la condizione delle persone sotto protezione e garantisce loro un accesso continuativo al mercato del lavoro, al sistema di istruzione e al Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Se l’Ucraina venisse ufficialmente riconosciuta come «paese sicuro» a livello UE, i permessi ai sensi dell’articolo 20 potrebbero essere revocati prima della scadenza prevista. Per limitarne le conseguenze negative, conviene prepararsi per tempo al passaggio ad altri tipi di permesso, senza aspettare che la protezione temporanea arrivi a scadenza.
Nonostante la stabilità normativa, il permesso non si rinnova automaticamente: occorre seguire con precisione i passaggi procedurali previsti.
Cosa scegliere: rinnovo o conversione?
– Rinnovo — se avete bisogno di tempo o non avete ancora un lavoro stabile.
– Conversione — se volete passare a uno status di lungo periodo e lavorate regolarmente.
1. Procedura di rinnovo del permesso di soggiorno per Protezione Temporanea (Art. 20)
Mantenere la regolarità del soggiorno richiede un’iniziativa attiva da parte del titolare del documento. La procedura di rinnovo è obbligatoria per evitare di ritrovarsi in una condizione di soggiorno irregolare.
Cosa serve:
prenotare un appuntamento in Questura (online tramite PRENOTAFACILE oppure per telefono, a seconda della città).
Checklist per il rinnovo del permesso
– 4 fototessere;
– il permesso di soggiorno;
– l’originale del passaporto in corso di validità;
– la fotocopia completa del passaporto (pagina dei dati personali e tutte le pagine con timbri/visti);
– un documento che attesti l’indirizzo in cui vivete (dichiarazione di ospitalità, ecc.);
Dichiarazione di ospitalità: è il requisito procedurale minimo.
Residenza (certificato di residenza): è consigliata come prova di riferimento, perché attesta una solida integrazione sociale ed è un argomento importante in vista di future conversioni del permesso;
– una marca da bollo da €16;
– la ricevuta del pagamento di €30,46;
– per i figli: l’atto di nascita con traduzione.
I cittadini ucraini che arrivano in Italia nel corso del 2026 conservano il diritto di ottenere per la prima volta il permesso di soggiorno alle stesse condizioni, a conferma della continuità della politica umanitaria italiana.
Completare le procedure previste dall’articolo 20 garantisce la regolarità del soggiorno nell’immediato; per una stabilità di lungo periodo, però, conviene valutare le possibilità di conversione descritte di seguito.
2. Conversione: la strada verso una stabilità di lungo periodo
La conversione è il passaggio dalla protezione temporanea a un altro tipo di permesso, di solito:
– permesso per lavoro subordinato,
– permesso per lavoro autonomo.
Questa strada è adatta a chi lavora già o ha un’offerta di lavoro.
La richiesta di conversione si presenta solo se si è in possesso di un permesso di soggiorno valido: il documento deve essere in corso di validità al momento della presentazione. I permessi scaduti o revocati non sono accettati per la conversione.
La domanda si presenta presso un ufficio postale dotato di «Sportello Amico».
– Allo «Sportello Amico» vi consegneranno la busta (kit) e verificheranno che sia compilata correttamente.
– Dopo la presentazione riceverete la ricevuta, la conferma ufficiale che sostituisce temporaneamente il permesso di soggiorno.
– Sulla ricevuta sono indicati il codice per seguire la pratica e la data dell’appuntamento in Questura per i rilievi delle impronte digitali (fotosegnalamento).
– Al momento della presentazione bisogna pagare la tariffa postale e i contributi statali (bollettini), il cui importo dipende dal tipo di permesso verso cui si converte.
– Tutti i documenti che attestano il lavoro (UNILAV, contratto, partita IVA, ecc.) devono essere validi e aggiornati.
Importante
La conversione è possibile solo verso le categorie ammesse (lavoro subordinato, lavoro autonomo).
Se il permesso scade a breve, è consigliabile presentare la richiesta per tempo, senza aspettare l’ultimo giorno.
Dopo la presentazione tramite le Poste, il vostro soggiorno in Italia è regolare sulla base della ricevuta fino al rilascio del nuovo documento.
3. Percorsi strategici per i titolari di Protezione Speciale (Art. 19)
L’articolo 19 (protezione speciale) fa da ponte strategico: permette di trasformare uno status di emergenza in una migrazione per lavoro stabile.
Nel 2026 non è possibile presentare una nuova richiesta di Protezione Speciale (Art. 19 T.U.I.). Dopo le modifiche introdotte dai precedenti decreti del governo, questa forma di protezione non viene più rilasciata ex novo e le nuove domande non sono accettate.
È importante sapere, però, che la situazione è diversa per chi ha già un permesso di soggiorno per protezione speciale valido, rilasciato in precedenza.
Il decreto pubblicato il 31 dicembre 2025 (Decreto‑Legge 31 dicembre 2025, n. 201) contiene disposizioni specifiche proprio per i cittadini ucraini che si trovavano già in Italia prima del 24 febbraio 2022 e hanno ottenuto un permesso di soggiorno per protezione speciale.
In base al DL 201/2025:
– i permessi di soggiorno per protezione speciale rilasciati a cittadini ucraini possono essere rinnovati su richiesta dell’interessato;
– il rinnovo è possibile fino al 4 marzo 2027;
– la norma riguarda solo chi ha già questo documento, quindi non consente di presentare una nuova domanda ai sensi dell’Art. 19.
Analisi dei percorsi possibili:
- Conversione in permesso per lavoro: è la strada prioritaria per chi è inserito nel sistema economico del paese. I titolari di Protezione Speciale hanno diritto a convertire il proprio status in un permesso di soggiorno per motivi di lavoro, a condizione di essere in regola con la normativa sul lavoro. Questo passaggio porta la persona definitivamente fuori dall’ambito della «protezione temporanea» e le assicura una buona competitività sul mercato del lavoro.
- Rinnovo: se mancano i presupposti per la conversione, si avvia la procedura di rinnovo. La pratica viene esaminata dalla Commissione Territoriale per la Protezione Internazionale, il che allunga i tempi. A seconda della provincia, l’appuntamento si prenota tramite il portale Prenotafacile oppure presentandosi direttamente in Questura.
Nei casi in cui la conversione del permesso ex articolo 19 non è possibile, valutate il passaggio al sistema generale della protezione internazionale.
4. Protezione internazionale (Art. 10): come procedere nel periodo di transizione
Ricorrere all’articolo 10 (Protezione Internazionale) è una misura di sicurezza preventiva nel caso in cui i programmi temporanei cessino improvvisamente. Si crea così una sorta di «riserva giuridica».
La procedura per richiedere la Protezione Internazionale
- Manifestazione della volontà: presentazione della domanda (modello C3) all’Ufficio Immigrazione. È un diritto assoluto sia per chi è privo di documenti sia per chi è titolare di una protezione temporanea in corso di validità.
- Identificazione e registrazione: rilievo delle impronte digitali e registrazione ufficiale della domanda.
- Sospensione giuridica: La regola chiave è che l’esame della domanda nel merito inizierà solo dopo la scadenza o la revoca ufficiale della protezione temporanea (Art. 20).
- Avvio dell’esame: se il regime dell’Emergenza Ucraina cessa, la pratica del richiedente passa automaticamente nella coda attiva di esame da parte della Commissione Territoriale.
Dal punto di vista strategico conviene presentare la domanda di Protezione Internazionale in anticipo, per assicurarsi un posto in coda nel caso in cui cambi l’orientamento politico sulla «sicurezza» dell’Ucraina.
5. Regole tecniche e differenze regionali nei rapporti con la Questura
Il sistema migratorio italiano è fortemente decentrato. Ogni Questura ha autonomia nel definire le modalità tecniche con cui si rapporta ai richiedenti.
Come orientarsi:
– Sistemi di prenotazione: nelle province più grandi (Roma, Milano, Napoli) prevale il portale Prenotafacile. In altre zone può essere richiesta la presenza di persona oppure la prenotazione tramite posta elettronica certificata (PEC).
– Precisione procedurale: il mancato rispetto dei requisiti locali sulle modalità di attestazione dell’alloggio può portare al rifiuto della documentazione.
L’analisi giuridica conferma che il periodo fino a marzo 2027 è un’occasione unica. La regolarità del soggiorno è solo la base di partenza che apre la strada a:
riconoscimento dei titoli di studio e dei titoli accademici;
accesso a corsi professionali finanziati dallo Stato;
piena partecipazione ai sistemi di assistenza sociale e sanitaria.
Sfruttate questo periodo non solo per rinnovare i documenti, ma per costruire strategie di lungo periodo che permettano ai cittadini ucraini di rafforzare la propria dignità e la propria posizione professionale in Italia. Trasformare un soggiorno temporaneo in un percorso stabile è la nostra missione professionale comune.
Il soggiorno regolare è il primo passo, quello fondamentale, per realizzare il proprio potenziale personale e professionale nello spazio europeo.
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