«Welcome Ukraine»: il 29.01.2024 a Salerno, in Campania, un evento dedicato all’Ucraina
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«Welcome Ukraine»: il 29.01.2024 a Salerno, in Campania, un evento dedicato all’Ucraina
L’incontro è stato organizzato dal «Rotary Club Salerno», presieduto dall’architetto Umberto Maria Cioffi, in interclub con i Rotary Club «Salerno Est», «Salerno Picentia», «Salerno Duomo», «Salerno Nord dei Due Principati» e «Rotary Club Cava de’ Tirreni», con il patrocinio e il sostegno del Comune di Salerno, del Consiglio regionale della Campania, del Consolato Generale dell’Ucraina a Napoli e della Casa di Cura Tortorella.
La serata si è aperta con l’inno dell’Ucraina, le cui prime parole dicono: «Non è ancora morta la gloria dell’Ucraina, né la sua libertà. Ancora ci sorriderà la sorte, fratelli ucraini…». Il presidente del «Rotary Club Salerno Duomo», Sabatino Cuozzo, ha salutato i presenti a nome di tutti, in italiano e in inglese, ha ricordato le numerose iniziative promosse dal «Rotary Club Salerno» e ha sottolineato: «Siamo qui stasera per confermare e proseguire il nostro sostegno al popolo ucraino».
Lo scopo dell’evento era far conoscere meglio l’Ucraina e raccontarne la storia, l’architettura, la scienza, l’influenza della cultura ucraina sull’arte mondiale, lo sviluppo del cinema e del teatro, anche durante la guerra su vasta scala.
I partecipanti hanno smontato alcuni falsi miti e stereotipi che finora erano stati raccontati agli italiani dai propagandisti russi: purtroppo, prima dell’invasione su vasta scala, il mondo non sapeva quasi nulla dell’Ucraina.
I presenti hanno sottolineato quanto siano rimasti colpiti dal popolo ucraino. Questa nazione amante della libertà, coraggiosa, patriottica e laboriosa supera tutte le difficoltà che il destino le ha riservato, lotta e sogna un futuro luminoso e di pace per i propri figli.
Il Console Generale dell’Ucraina a Napoli, Maksym Kovalenko, ha ringraziato gli organizzatori. Secondo Kovalenko, l’Ucraina ha ancora bisogno di aiuti umanitari, militari e finanziari. Rivolgendosi agli ospiti, ha osservato che ucraini e italiani condividono gli stessi valori e devono restare uniti: la fine della guerra dipende da tutti noi europei, da tutto il mondo democratico. Se l’Ucraina non vincerà, c’è il rischio di vedere l’intera Europa in guerra.

Ospite dell’incontro, la presidente del Centro di coordinamento delle associazioni ucraine COORDINAMENTO UNITARIO, Lara Levchun, ha commosso i presenti con un discorso appassionato, accolto da un applauso particolarmente caloroso.
Nel suo intervento Lara Levchun ha parlato del destino del popolo ucraino, ricordando la prima ondata migratoria negli anni Novanta, dopo la perestrojka. Migliaia di ucraini, costretti da ragioni economiche e politiche, partirono in cerca di una vita migliore all’estero. Tutti conobbero il peso del lavoro da emigrati, il dolore della separazione dai propri cari, la difficoltà di ricominciare da capo.
Lara Levchun si è soffermata anche sul dramma dei profughi di guerra: milioni di persone innocenti, con vite spezzate, spaventate e sotto shock. Non hanno avuto il tempo di riflettere, ma solo pochi minuti per prendere una delle decisioni più difficili della loro vita: lasciare la Patria. Imprenditori affermati, medici, insegnanti, economisti correvano verso i confini dell’Ucraina con una sola valigia, o senza nulla, tenendo in braccio bambini e animali.
Siamo una nazione istruita: la maggior parte di noi ha una laurea (alcuni anche due) e ognuno ha i propri traguardi. Ma, arrivati in un nuovo Paese senza conoscerne la lingua e le leggi, tutto ciò che avevamo conquistato si è rivelato qui «non valido». Moralmente è molto difficile accettare che nel proprio Paese si era «qualcuno» e qui si è «nessuno».
Con particolare orgoglio per il popolo ucraino, Lara Levchun ha concluso il suo intervento con queste parole:
«Nessuna sofferenza può impedirci di ottenere ciò che desideriamo. Gli ucraini dimostrano ancora una volta che per loro non c’è nulla di impossibile. Una nuova casa e un nuovo Paese, anche se temporanei, sono solo un’altra occasione per mostrare di cosa siamo capaci. Una nazione di forti e di invincibili! Siamo un popolo indomito!».

Il programma ha visto numerosi interventi dei soci del «Rotary Club Salerno», che hanno illustrato i progetti realizzati dal Rotary Club Leopoli per aiutare la popolazione ucraina: anzitutto assistenza sanitaria, ambulanze, unità mobili di pronto soccorso, generatori di corrente, cibo e altri aiuti volti a garantire un alloggio a chi lo ha perso a causa della guerra.
La tavola rotonda è stata moderata dal dott. Pasquale Maria Cioffi, imprenditore, esperto di comunicazione e consulenza per lo sviluppo d’impresa, fondatore nel 2018 di Confindustria Ucraina e ideatore del progetto «Scopri l’Ucraina».

Il giornalista anconetano Kevin Carboni, che scrive per la rivista americana Wired, ha presentato il suo progetto «A piedi fino a Kyiv»: «Ho percorso più di 500 chilometri, partendo dal confine con la Polonia, per arrivare a Kyiv, la capitale dell’Ucraina. Venticinque tappe da 20 chilometri ciascuna, una lunga marcia per la pace».
Il professor Carmine Pinto, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Salerno, ha sottolineato il ruolo dell’Europa e dell’Italia in questa guerra: «L’Italia offre un sostegno molto importante. La Russia di Putin sta costruendo un grande progetto imperiale, che il popolo ucraino ha fermato combattendo per la libertà e l’indipendenza. Senza la sconfitta della Russia e l’affermazione della libertà e dell’indipendenza ucraine non ci sarà pace in Europa».
Il presidente della Commissione Bilancio della Regione Campania, Franco Picarone, ha ricordato che dopo l’invasione russa sono stati allestiti due hub per l’accoglienza dei profughi ucraini: «Nei primi mesi del conflitto abbiamo permesso a molti bambini ucraini di partecipare ad alcune gare di vela e di canottaggio: abbiamo cercato di regalare loro un momento di serenità. La Regione Campania ha avviato diverse iniziative di solidarietà per il popolo ucraino, perché difendere questo popolo significa difendere la nostra democrazia».
La consigliera comunale Tea Siano, socia del «Rotary Club Salerno», ha condiviso i suoi ricordi della bellezza di Leopoli: «Il suo centro storico è patrimonio mondiale dell’UNESCO dal 1998. Con la comunità ucraina ci unisce un’aspirazione culturale e umanistica. Il Comune di Salerno ha sostenuto tutta la comunità ucraina ed è stato al suo fianco».

Il professor Alessandro Castagnaro, docente di Storia dell’architettura all’Università degli Studi di Napoli Federico II ed ex governatore del Distretto Rotary 2101, ha parlato dei rapporti artistici e culturali che da secoli legano l’Italia e l’Ucraina: «Le nostre culture sono affini: anche nell’architettura ucraina si avverte l’influenza dello stile architettonico italiano. Molte di queste opere sono state gravemente danneggiate o distrutte».
Il dott. Francesco Caggiano, presidente della Commissione Progetti Internazionali del «Rotary Club Salerno», ha illustrato gli obiettivi del progetto: «Vogliamo che la cultura italiana e quella ucraina, che hanno molti tratti in comune, si integrino meglio. L’Ucraina è una terra splendida, con città ricche di arte e cultura e università di altissimo livello, che hanno formato tanti giovani brillanti che oggi si stanno integrando nella nostra comunità».
La dottoressa Yaryna Pyliukh, medico che da vent’anni vive e lavora a Salerno, ha spiegato di aiutare molti ucraini a integrarsi nella comunità salernitana: «Naturalmente anche gli italiani possono fare lo stesso in Ucraina senza paura, perché in Ucraina si continua a vivere, lavorare e creare: possiamo farlo insieme, anche per la pace».
In chiusura, il regista teatrale e attore Andrea Carraro ha letto con commozione la «Lettera di speranza», scritta dal nipote della dottoressa Yaryna Pyliukh prima di partire per il fronte. Sapendo che sarebbe diventato padre, l’autore si rivolge alla zia: «Se mi dovesse succedere qualcosa… promettimi che mia figlia vedrà l’Ucraina con gli stessi occhi con cui l’ho sempre vista io, con cui l’ha sempre vista il suo papà».
Tutti i presenti sono stati colpiti dai video emozionanti realizzati da Nazarii Vasyliuk, studente di informatica di Leopoli, a cui i presidenti dei Rotary hanno consegnato una «Borsa per la pace» perché possa continuare a raccontare l’Ucraina attraverso i suoi video.




