Contratto di lavoro della badante

Informazione di riferimento: regole, importi e scadenze cambiano. Controlla la data del materiale e le fonti ufficiali.
Disposizioni generali
Secondo il CCNL, la badante è la persona che svolge mansioni di assistenza a una persona autosufficiente o non autosufficiente, comprese, su richiesta, tutte le attività legate alle esigenze di vitto (acquisto degli alimenti, preparazione dei pasti, apparecchiatura della tavola ecc.) e alla pulizia della casa.
Di norma chi presta assistenza possiede una certa qualifica professionale. Secondo le regole, rientrano in questa categoria i lavoratori in possesso di certificati o diplomi riconosciuti. Ad esempio, l’assistente di malati, anziani e persone con disabilità. La funzione principale della badante è quindi l’assistenza alla persona, ma nel tempo libero da questo compito può occuparsi anche delle faccende domestiche.
Questo tipo di contratto di lavoro regola il rapporto tra il lavoratore domestico e il datore di lavoro. Il datore di lavoro è la persona che stabilisce gli orari e le mansioni da svolgere. Il lavoratore è la persona che svolge il lavoro. Con questo contratto le parti disciplinano gli aspetti più importanti del rapporto, come i limiti di orario, le ferie e la retribuzione prevista.
Il contratto di lavoro domestico può essere stipulato solo tra persone fisiche, e non con una società (ad esempio una S.R.L. o una S.P.A.).
L’assunzione può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato. Nel primo caso le parti fissano fin da subito la data di cessazione del rapporto di lavoro. Ad esempio, si può assumere un lavoratore a tempo determinato solo per il periodo estivo. Nel caso del tempo indeterminato, invece, le parti non prevedono una data di fine del rapporto.
Con questo tipo di contratto il lavoratore può essere inquadrato sia come convivente (badante convivente), sia come lavoratore che non vive con la persona assistita (badante non convivente).
L’orario settimanale massimo che si può prevedere nel contratto è:
da 1 a 40 ore settimanali (con un massimo di 8 ore lavorative al giorno) per il contratto senza convivenza (badante non convivente);
·54 ore settimanali per il contratto con convivenza (badante convivente).
Quali documenti servono per assumere una badante?
Se il lavoratore (la badante) è italiano, per l’assunzione servono la carta d’identità valida e il codice fiscale.
Se il lavoratore è straniero, servono: il permesso di soggiorno valido, il passaporto, la carta d’identità valida e il codice fiscale.
* Per la badante possono essere richiesti anche gli eventuali diplomi o attestati di formazione professionale.
Per il datore di lavoro: carta d’identità valida e codice fiscale.
Quali sono le sezioni/clausole principali del contratto di lavoro della badante e qual è la procedura di stipula?
Le sezioni principali del contratto della badante:
· Tipo di contratto: a tempo determinato / a tempo indeterminato; a tempo pieno (full time) / a tempo ridotto (part time);
· Dati anagrafici del datore di lavoro e della badante;
- (*per la badante, il livello professionale (Livello) secondo il CCNL Lavoro Domestico);
Luogo di lavoro; - Data di inizio del rapporto di lavoro (la data da cui il lavoratore prende servizio);
· Mansioni: la descrizione delle attività richieste alla badante (le mansioni che deve svolgere);
· Orario di lavoro: tempo pieno/ridotto, orario di lavoro e sua distribuzione;
· Periodo di prova (se previsto);
· Retribuzione;
· Vitto e alloggio: per il lavoratore convivente/non convivente;
· Periodo concordato delle ferie;
· Riservatezza: a tutela della vita privata della famiglia;
· CCNL: se il datore di lavoro è iscritto a un’associazione datoriale;
Altre condizioni: ad esempio permessi per motivi personali, maggiorazioni per il lavoro supplementare, accordi sulla vaccinazione del lavoratore ecc. (per esempio: eventuali spostamenti per villeggiature o altri motivi).
Importante: se il collaboratore familiare lavora a ore, non può essere convivente. Se il collaboratore familiare vive con voi, è obbligatorio indicare se il lavoro è a ore, a tempo pieno o a tempo ridotto.
Assumere un collaboratore familiare a tempo ridotto significa assumere una colf o una badante con un normale contratto di lavoro secondo le disposizioni del Contratto collettivo sul lavoro domestico, con orario ridotto (art. 14, c. 2 CCNL).
Qual è la procedura per stipulare il contratto di lavoro della badante?
Dopo aver definito tutti gli aspetti contrattuali e una volta raccolti tutti i documenti necessari del datore di lavoro e del lavoratore, si può stipulare e firmare il contratto di assunzione. Il contratto va sempre redatto in duplice copia e firmato da entrambe le parti interessate.
IMPORTANTE: l’assunzione del lavoratore va comunicata all’INPS almeno 24 ore prima dell’inizio del rapporto (anche se è un giorno festivo), compilando il modulo COLDASS oppure LDEM09 non-EU nel caso di un lavoratore extracomunitario. La comunicazione spetta al datore di lavoro.
La comunicazione di assunzione della badante va fatta anche in caso di periodo di prova; di lavoro periodico o saltuario; se la badante è già assicurata presso un altro datore di lavoro o un’altra impresa; se la badante è straniera; se la badante percepisce già una pensione.
IMPORTANTE: Se la badante è straniera, entro 48 ore dall’assunzione di una badante convivente il datore di lavoro deve inviare la comunicazione scritta della presenza all’autorità locale di Pubblica Sicurezza (sotto forma di «dichiarazione di ospitalità»). La comunicazione si invia per posta, per e-mail o si consegna all’ufficio di Pubblica Sicurezza competente (il commissariato di polizia più vicino) oppure al Comune di appartenenza, allegando una copia del documento d’identità del dichiarante.
Contratto di lavoro part time/a tempo ridotto (badante)
Il CCNL (art. 9) prevede diversi livelli (sono 8), che si distinguono in base al lavoro svolto e all’eventuale qualifica posseduta.
Quindi, se ci serve una collaboratrice familiare, cioè una colf che si occupa principalmente della gestione della casa, dalla preparazione dei pasti alle pulizie, dobbiamo inquadrarla in uno dei livelli A-B-C-D. Se invece ci serve una badante che si occupa dell’assistenza e della cura della persona, oltre a gestire la casa, la inquadriamo in uno dei livelli AS-BS-CS-DS.
Per le colf e le badanti che vivono con voi ma lavorano a tempo ridotto (part time conviventi) sono previsti soltanto i livelli B, C e BS.
Per tutte le altre mansioni dei lavoratori domestici e delle badanti non è possibile stipulare un contratto a tempo ridotto.
Quindi, se decidiamo che la badante lavori con un contratto part time, cioè a orario ridotto, possiamo inquadrarla nei livelli C, B e B super.
In questo caso l’orario di lavoro non può superare le 30 ore settimanali, anche in caso di convivenza. L’orario deve essere collocato nelle seguenti fasce:
dalle 6.00 alle 14.00, quando si lavora solo al mattino;
dalle 14:00 alle 22:00, quando si lavora solo il pomeriggio;
10 ore al giorno, a giorni alterni, per un massimo di 3 giorni a settimana. In questo caso si lavora solo 3 giorni a settimana.
Se al lavoratore viene chiesto di lavorare oltre l’orario ridotto concordato, le ore in più sono retribuite sulla base della paga oraria, maggiorata come lavoro straordinario (art. 15 CCNL).
Contratto part time (badante)
Il contratto di lavoro con la badante deve essere stipulato per iscritto e indicare (oltre ai dati anagrafici delle parti): l’orario ridotto concordato e i giorni di lavoro nella settimana; la data di inizio del rapporto di lavoro; la durata del periodo di prova; il livello; la retribuzione concordata e il luogo di lavoro.
L’orario part time in convivenza può essere anche inferiore a 30 ore settimanali ma, anche se il lavoratore domestico lavora solo 20 ore, viene comunque pagato per 30 ore.
Il contratto a tempo ridotto per le badanti, quindi, non prevede un orario settimanale minimo, ma fissa un numero massimo di ore:
- per i lavoratori conviventi, 54 ore settimanali, con un massimo di 10 ore al giorno non consecutive;
- per i lavoratori non conviventi, 40 ore settimanali, con un massimo di 8 ore al giorno non consecutive, distribuite su 5 o 6 giorni.
L’orario di lavoro deve inoltre rispettare il diritto del lavoratore al riposo. La domenica è un giorno di riposo importante. Se il datore di lavoro chiede al lavoratore di lavorare la domenica, la retribuzione è maggiorata del 60% e viene concesso un giorno di riposo. Se il lavoratore professa un’altra fede religiosa, il suo giorno di riposo può essere diverso dalla domenica: in tal caso, al momento della firma del contratto, le parti concordano il giorno di riposo che sostituisce la domenica.
L’orario di lavoro è sempre concordato tra le parti (nel caso del part time). Se la badante vive con il datore di lavoro e lavora a tempo pieno, è il datore di lavoro a stabilire l’orario, sempre entro i limiti della durata massima fissata dal CCNL.
Quanto guadagna una badante part time?
Le badanti inquadrate nei livelli B, BS e C (part time) nel 2024 devono percepire la seguente retribuzione mensile minima secondo il CCNL:
Livello B. È il livello dei lavoratori domestici con la competenza necessaria che svolgono mansioni esecutive.
Retribuzione per il 2024: 928,15 euro per le badanti conviventi; 662,96 euro per le non conviventi; 6,62 euro/ora (con paga oraria, per le non conviventi);
Livello C. È il livello dei lavoratori domestici con conoscenze teoriche e capacità tecniche che svolgono le mansioni in piena autonomia. Retribuzione per il 2024: 1060,76 euro per le badanti conviventi; 769,02 euro per le non conviventi; 7,42 euro/ora (con paga oraria, per le non conviventi);
Livello BS. È il livello delle badanti che assistono una persona autosufficiente. Retribuzione per il 2024: 994,44 euro per le badanti conviventi; 696,13 euro per le non conviventi; 7,03 euro/ora (con paga oraria, per le non conviventi)
Contributi previdenziali
Come abbiamo visto, per i lavoratori domestici non esiste un orario settimanale minimo, ma è importante chiarire che i contributi previdenziali che il datore di lavoro deve versare all’INPS ogni trimestre sono più alti nel caso di un contratto part time inferiore a 24 ore settimanali. Per i contratti di 25 ore settimanali i contributi INPS sono fissi e non dipendono dalla retribuzione corrisposta.
A ciò si aggiunge che, in caso di richiesta di indennità di disoccupazione o di maternità da parte della badante, l’INPS calcola sempre la settimana sulla base di 24 ore. Lo stesso vale per il calcolo della pensione. Per questi motivi si consiglia ai datori di lavoro di stipulare contratti di lavoro domestico superiori a 25 ore settimanali.
Contratto badante convivente a tempo pieno (full time)
Assumere una badante a tempo pieno significa stipulare un contratto di lavoro domestico che prevede un massimo di 54 ore di lavoro settimanali, con un giorno e mezzo di riposo concordato.
Il giorno di riposo è un diritto irrinunciabile e di solito si concorda la domenica, perché è il giorno in cui i familiari, liberi da impegni di lavoro, possono stare con l’assistito (la persona che ha bisogno di assistenza) e dedicarsi a lui.
Il contratto della badante convivente si articola in 10 ore al giorno dal lunedì al venerdì e 4 ore il sabato.
In totale, quindi, 54 ore settimanali. Le 10 ore giornaliere comprendono 2 ore di riposo, di solito dopo i pasti o secondo altri accordi con il datore di lavoro. Durante le ore di riposo la badante può uscire dalla casa del datore di lavoro.
Le 10 ore sono diurne e si intendono come giornata intera, non come lavoro notturno.
Durante la notte alla badante viene assegnato un alloggio adeguato, per garantirne la presenza in caso di necessità, e non perché lavori 24 ore su 24.
Se alla badante viene chiesto di lavorare il sabato pomeriggio o la domenica, le spetta il pagamento dello straordinario.
Le mansioni della badante vanno dalla cura dell’assistito, dall’aiuto negli spostamenti, dall’igiene personale, dalla salute e dalla somministrazione dei farmaci fino alla pulizia e al riordino della casa e alla preparazione dei pasti.
La badante si occupa anche di fare compagnia alla persona anziana e di accompagnarla nelle uscite o alle visite mediche. Inoltre, grazie ai corsi di formazione disponibili, molte badanti che hanno seguito una formazione professionale hanno ottenuto diplomi e attestati e sono in grado di intervenire nelle emergenze, prestare il primo soccorso ed eseguire cure a domicilio. La badante deve anche conoscere e parlare l’italiano. Le conoscenze e gli attestati posseduti danno alla badante una qualifica che le consente di essere inquadrata in determinati livelli (Livelli).
Il CCNL prevede che la badante qualificata, in possesso di un diploma riconosciuto, abbia diritto a un livello superiore (Livello DS) e quindi a una retribuzione più alta.
Per il 2024, quindi:
la badante di Livello CS che lavora 54 ore settimanali ha una retribuzione base di 1127,04 euro (1296,09 euro se assiste una persona non autosufficiente);
la badante convivente di Livello DS ha una retribuzione base di 1391,21 euro (1601,09 euro se assiste una persona non autosufficiente; +196,07 euro di indennità).
A questi importi il datore di lavoro deve aggiungere i contributi INPS, le ferie, il TFR e la tredicesima.
A che cos’altro ha diritto la badante convivente (full time)?
Alla badante convivente, oltre alla retribuzione, devono essere garantiti il vitto e un alloggio adeguato. Il vitto, sano e sufficiente, deve comprendere tre pasti al giorno. L’alloggio è un ambiente idoneo, di solito una stanza, in cui la badante possa vivere in modo dignitoso e riservato (art. 36 CCNL).
Se per giustificati motivi la badante non usufruisce del vitto e dell’alloggio in natura, come accade di solito perché è in ferie, in malattia o non si trova a casa del datore di lavoro, ha diritto in cambio all’indennità sostitutiva di vitto e alloggio giornaliera, che nel 2024 è pari a 6,52 euro al giorno per il vitto e 1,96 euro al giorno per l’alloggio. Se la badante riceve solo il vitto o, al contrario, solo l’alloggio, l’indennità sostitutiva si calcola soltanto per ciò che non riceve in natura.
Il datore di lavoro non è obbligato a concedere la residenza alla badante convivente (la badante può avere la propria residenza a un altro indirizzo in Italia). Di solito la badante chiede la residenza presso il datore di lavoro, per cui, quando il rapporto di lavoro finisce, perde anche la residenza. Se la badante è appena arrivata dal suo Paese d’origine e quindi non ha una residenza in Italia, il datore di lavoro è tenuto a concederle la residenza nel luogo di lavoro, altrimenti non può assumerla, perché all’INPS serve l’indirizzo di residenza del lavoratore per la registrazione.
IMPORTANTE: la badante che vive presso il datore di lavoro non entra nel suo stato di famiglia.
Contratto con la badante di notte: assistenza o presenza?
Spesso una persona non autosufficiente ha bisogno che la badante rimanga in casa anche di notte. In questo caso bisogna assumere il lavoratore con il contratto adatto: di presenza notturna o di assistenza notturna, disciplinati dal CCNL.
Tipi di contratto di lavoro domestico notturno
Le possibilità sono due:
- quando la persona ha bisogno di assistenza continua e quindi la badante deve restare sveglia tutta la notte. In questo caso, se il servizio si svolge dalle 20.00 alle 8.00, si può applicare il cosiddetto contratto di assistenza notturna, di solito con il livello CS o DS (il livello DS se chi presta assistenza ha una formazione professionale);
- quando la persona non ha bisogno di assistenza continua e la badante, che dorme in una stanza separata, interviene di rado durante la notte. In questo caso bisogna stipulare un contratto di «presenza notturna» con fascia oraria dalle 21:00 alle 8:00 del mattino e una retribuzione mensile fissa, uguale per qualsiasi livello (Livello).
È la presenza o meno di un’assistenza continua a distinguere i casi in cui si parla di presenza o di assistenza notturna. Di solito, per entrambi i contratti, l’orario di lavoro è di 54 ore settimanali, dato che la badante deve vivere con il datore di lavoro, e quindi in genere si indicano 9 ore di lavoro dal lunedì al sabato. Sono queste le ore retribuite e versate ai fini contributivi (più le ore di ferie, malattia, festività ecc., per le quali vanno versati i contributi).
Si tratta di contratti esclusivamente notturni, cioè previsti per una badante che non svolge lavoro diurno.
Questi contratti prevedono sempre la convivenza (anche se di giorno la badante torna a casa propria).
Nelle tabelle delle paghe minime ufficiali la retribuzione per l’assistenza e la presenza notturna è indicata solo per i conviventi e solo su base mensile, non oraria.
Va precisato che la retribuzione minima mensile è fissa e non può variare (da 2 a 54 ore settimanali resta la stessa), per cui conviene sempre assumere con un contratto di presenza o di assistenza notturna per 54 ore settimanali, e non meno.
Mentre il contratto di sola assistenza notturna segue le regole sul lavoro straordinario e non presenta particolarità, per il contratto di presenza notturna il CCNL stabilisce un diverso calcolo dello straordinario.
L’art. 11, comma 2 CCNL stabilisce:
“Se al lavoratore vengono richieste prestazioni diverse dalla presenza, queste non saranno considerate lavoro straordinario, ma saranno retribuite a parte sulla base della retribuzione prevista per i lavoratori non conviventi, secondo la tabella C (CCNL), maggiorata in proporzione alle ore effettivamente lavorate”.
Se avete domande o difficoltà riguardo alla stipula del contratto di lavoro della badante, rivolgetevi a noi: saremo lieti di rispondere alle vostre domande e vi aiuteremo a redigere il contratto di lavoro come richiedono la realtà attuale e la normativa vigente.


