La dichiarazione dei redditi di colf e badanti

Informazione di riferimento: regole, importi e scadenze cambiano. Controlla la data del materiale e le fonti ufficiali.
Le persone fisiche presentano la dichiarazione dei redditi con il modello REDDITI PF oppure con il Modello 730, a seconda del tipo di reddito percepito.
I lavoratori dipendenti e i pensionati che percepiscono redditi di lavoro, pensioni e alcuni altri redditi possono presentare la dichiarazione con il Modello 730. I coniugi possono presentare congiuntamente il Modello 730 in forma congiunta.
Tutti gli altri soggetti e i contribuenti non residenti fiscalmente in Italia nell’anno d’imposta e/o nell’anno di presentazione della dichiarazione presentano il Modello REDDITI PF.
I titolari di partita IVA, anche in regime forfettario, sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi ogni anno.
La dichiarazione dei redditi è un obbligo fiscale anche per tutti i lavoratori, italiani o stranieri, assunti come lavoratori domestici (colf, badanti, baby-sitter o addetti ai servizi domestici).
Queste categorie ricevono la retribuzione al netto dei contributi INPS (versati trimestralmente dal datore di lavoro), ma sono comunque tenute a pagare le imposte e i tributi grazie ai quali usufruiscono dei servizi pubblici. Non solo: con la dichiarazione dei redditi i lavoratori possono beneficiare delle detrazioni e deduzioni d’imposta IRPEF per le spese sostenute nell’anno precedente, sia proprie sia dei familiari a carico.
La dichiarazione dei redditi va presentata ogni anno, a partire dal 30 aprile.
Nel 2024 vanno dichiarati i redditi del 2023 e i lavoratori domestici devono farlo presentando il Modello 730 entro il 30 settembre 2024, in autonomia online sul sito dell’Agenzia delle Entrate oppure rivolgendosi ai Centri di assistenza fiscale (CAF) o a professionisti abilitati.
Chi non è residente in Italia nell’anno d’imposta e/o nell’anno di presentazione della dichiarazione può utilizzare soltanto il modello REDDITI PF.
Chi non riesce a presentare la dichiarazione entro il termine previsto ha come ultima data utile il 30 novembre, con il Modello Redditi.
Chi è esonerato per legge dalla dichiarazione dei redditi 2023?
La legge prevede che, in determinati casi di esonero, il contribuente non sia tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi.
Un consiglio, però: valutate con attenzione se presentare la dichiarazione anche quando siete esonerati. Innanzitutto, per evitare sanzioni, dovete essere davvero sicuri di rientrare in uno dei casi di esonero. In secondo luogo, tenete presente che presentare la dichiarazione, anche se esonerati, riduce i tempi a disposizione del fisco per l’attività di accertamento e i controlli. Inoltre, presentando la dichiarazione, in alcuni casi avete diritto al rimborso parziale delle spese sostenute (ad esempio per l’affitto dell’abitazione, le prestazioni sanitarie ecc.).
In sostanza, la possibilità di rientrare nei casi di esonero dipende dalla presenza o meno di alcune variabili:
– il tipo di reddito percepito nel corso dell’anno;
– i limiti economici (l’importo) del reddito percepito nell’anno.
Tutti i lavoratori domestici in Italia, di qualsiasi nazionalità, sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi se il loro reddito ufficiale nel 2023 ha superato 8500 euro lordi annui. Se invece tali redditi sono pari o inferiori a 8500 euro, il lavoratore è esonerato dalla dichiarazione dei redditi 2024. Tuttavia, il lavoratore è tenuto a presentarla se ha avuto 2 o più contratti di lavoro e, di conseguenza, 2 o più CU.
Come dichiarare i redditi da lavoro domestico?
Tutti i lavoratori domestici assunti con contratto di lavoro presentano personalmente la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2023 con il Modello 730 senza sostituto.
ATTENZIONE: prima di presentare la dichiarazione dei redditi, il lavoratore domestico deve ricevere dal datore di lavoro la certificazione dei compensi (la certificazione sostitutiva dei compensi / CU), che riporta la retribuzione e tutti gli altri pagamenti effettuati. Il datore di lavoro è tenuto a consegnare questo documento al lavoratore almeno 30 giorni prima della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi, oppure al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
CONSIGLIAMO: per presentare la dichiarazione dei redditi rivolgetevi a un Centro di assistenza fiscale (CAF) o a intermediari abilitati, perché un errore nella compilazione del modello può comportare sanzioni o interessi di mora.
Con il Modello 730, gli eventuali rimborsi – le imposte pagate in eccesso – vengono accreditati direttamente sul conto corrente postale o bancario del lavoratore (i cui dati vanno indicati nella dichiarazione).
Documenti necessari per la dichiarazione dei redditi (Modello 730)
- Documento d’identità valido (passaporto o carta d’identità);
- Codice fiscale – vostro, del coniuge e dei familiari a carico;
- Modelli Certificazione Unica e altre attestazioni dei redditi (redditi percepiti dal datore di lavoro, dall’INPS, borse di studio ecc.);
- Fatture e ricevute delle spese detraibili sostenute (spese sanitarie e mediche, farmaci, contratto d’affitto ecc.; ricevute e fatture di tutti i contributi versati all’INPS nell’anno precedente e altre spese);
- Altri documenti, a seconda della vostra situazione personale (ad esempio il certificato di stato di famiglia, se avete familiari a carico in Italia o all’estero);
- Dichiarazione dei redditi dell’anno precedente.
Tutte le fatture, le ricevute e le certificazioni dei redditi devono riferirsi all’anno precedente!
Cosa succede a chi non presenta la dichiarazione dei redditi?
Dichiarare o non dichiarare è una scelta personale. Va però tenuto presente che, prima o poi, la Guardia di Finanza può scoprire il vostro debito nei confronti dello Stato.
L’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi comporta conseguenze gravi, dalle sanzioni amministrative fino a quelle penali. La sanzione amministrativa va dal 120% al 240% delle imposte dovute. L’importo minimo dell’imposta su cui si calcola la sanzione è di 250,00 euro.
Per questo CONSIGLIAMO A TUTTI, A PRESCINDERE DAL REDDITO, DI PRESENTARE LA DICHIARAZIONE DEI REDDITI.
Tenete presente che, in base all’ultima Legge di Bilancio, in vigore dal 1° gennaio 2024, viene introdotto lo scambio di dati digitali tra gli archivi dell’INPS (dove sono registrati i dati dei lavoratori domestici in regola) e gli archivi dell’Agenzia delle Entrate. Grazie a questo scambio, l’Agenzia delle Entrate potrà individuare chi non paga le imposte.
Altri motivi per PRESENTARE la dichiarazione dei redditi
- Per evitare la doppia imposizione in Ucraina (se in futuro verrà approvata la legge «sulla tassazione dei lavoratori che lavorano all’estero», di cui si parla già da alcuni anni);
- Per ottenere sussidi (l’INPS rileva automaticamente i vostri redditi, se li avete dichiarati);
- Per ottenere il «permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo»;
- Per la domanda di cittadinanza (obbligatoria dal 2021);
- Per la pratica di «ricongiungimento familiare»;
- Se nel corso dell’anno avete avuto più di una fonte di reddito (contratto cessato, indennità di disoccupazione (NASPI) ecc.): in questo caso è un OBBLIGO;
- La dichiarazione dei redditi vi permette di detrarre alcune spese dal vostro reddito imponibile, in particolare:
- spese sanitarie: ad esempio visite mediche, farmaci, dispositivi medici. Tenete presente che, per essere detraibili, le spese devono superare 129,11 euro all’anno, e al momento del pagamento dovete chiedere di indicare il vostro codice fiscale sullo scontrino;
- spese per l’istruzione: ad esempio rette scolastiche e universitarie;
- canone d’affitto;
- attività sportive per i figli dai 5 ai 18 anni
8. Per avere diritto al bonus 80 euro (noto come bonus Renzi) (anche i lavoratori domestici hanno diritto al cosiddetto «bonus 80 euro», previsto dal decreto-legge 66/2014 (D.L. 66/2014), poiché il reddito percepito dai lavoratori domestici è assimilato al reddito da lavoro dipendente (ex articolo 49 del TUIR). Tuttavia, il bonus non viene riconosciuto direttamente in busta paga, come avviene per i lavoratori del settore privato, perché il datore di lavoro domestico non riveste la qualifica di sostituto d’imposta, ma solo al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. In altre parole, l’importo spettante al lavoratore domestico non viene corrisposto dal datore di lavoro, ma viene erogato con il rimborso IRPEF dopo la presentazione del Modello 730 per il 2024);
9. Per avere diritto alle agevolazioni fiscali (presentare la dichiarazione dei redditi non significa dover pagare subito imposte aggiuntive. Chi presenta la dichiarazione (Modello 730) può avere diritto a un rimborso delle imposte pagate in eccesso. Queste somme vengono accreditate direttamente sul conto corrente postale o bancario dell’interessato, quello indicato nella dichiarazione dei redditi.
Inoltre, dichiarare i redditi permette di ottenere agevolazioni fiscali, in particolare a chi ha figli a carico);
10. La dichiarazione dei redditi dà diritto al bonus Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche) (per i lavoratori domestici – colf, badanti – e per tutti i lavoratori senza sostituto d’imposta, le operazioni di conguaglio vengono effettuate direttamente dall’Agenzia delle Entrate).
Di solito il rimborso del Modello 730 per colf e badanti, e in generale per i lavoratori senza sostituto d’imposta, arriva entro la fine dell’anno, quindi nel peggiore dei casi bisogna aspettare fino a novembre o dicembre.
In caso di debito Irpef risultante dal Modello 730/2024, il contribuente è tenuto a versare personalmente l’importo dovuto.
Se avete presentato il Modello 730 tramite un CAF o un professionista, questi sono tenuti a consegnarvi il modello F24 compilato, che dovete pagare nei dieci giorni precedenti la scadenza tramite banca, posta o il servizio online dell’Agenzia delle Entrate.
11. Il lavoratore ha diritto a numerosi bonus e prestazioni sociali.
Cosa si indica nel Modello 730?
- Il compenso percepito dal lavoratore domestico (certificato in tale attestazione) al netto dei contributi previdenziali;
- i redditi da contratto di lavoro;
- i dati del contratto di lavoro;
- il reddito percepito nell’anno di riferimento, al netto dei contributi a carico del lavoratore domestico trattenuti dal datore di lavoro;
- i giorni lavorati dal lavoratore nel corso dell’anno (questi dati si trovano anche nella certificazione annuale dei redditi (CU) e sono estremamente importanti per calcolare correttamente le detrazioni spettanti al lavoratore).
NOTA: se nel corso dell’anno d’imposta al lavoratore domestico è stato maturato o corrisposto il trattamento di fine rapporto – TFR – (o una sua parte), questo non va dichiarato. Va indicato solo nella CU e non nel 730, perché non concorre al reddito complessivo e non è soggetto a IRPEF e addizionali.
Va precisato che, se la lavoratrice domestica è pagata con i cosiddetti voucher – buoni lavoro –, l’importo ricevuto non va dichiarato, perché si tratta di un reddito non imponibile.
Va inoltre ricordato che dal 2024 i lavoratori domestici possono presentare il Modello 730 senza sostituto, indipendentemente dal fatto che nel corso del 2024 abbiano o meno un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio, in questo modo: indicando la lettera “A” nella casella “730 senza sostituto” e nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” va barrata la casella “Mod.730 dipendenti senza sostituto”.
Se dalla dichiarazione risulta un credito, il rimborso viene erogato dall’Agenzia delle Entrate; se invece risulta un debito, il lavoratore lo paga personalmente con il modello F24.
Se avete presentato il Modello 730 tramite un CAF o un professionista, questi sono tenuti a consegnarvi il modello F24 compilato, che dovete pagare nei dieci giorni precedenti la scadenza tramite banca, posta o il servizio online dell’Agenzia delle Entrate.
Se invece avete presentato il Modello 730 personalmente all’Agenzia delle Entrate, dovete scaricare voi stessi dal sito il Modello F24 dovuto (nella sezione del sito internet dedicata al 730 precompilato) e pagarlo (online oppure in banca o alla posta).
Le detrazioni per spese nel Modello 730/2024
Le detrazioni per spese sono uno strumento efficace per ridurre l’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) e ottenere agevolazioni fiscali. Nel Modello 730 del 2024 le agevolazioni si applicano alle spese sostenute nel 2023.
È importante che tutte le spese sostenute siano tracciate attraverso sistemi di pagamento tracciabili, come versamenti bancari, ricevute, pagamenti con carta di debito o di credito oppure tramite PagoPA. Bisogna conservare la documentazione delle spese – fatture, ricevute, attestazioni di pagamento ed estratti conto bancari – per dimostrare l’uso di questi sistemi. (Tra l’altro, tutti questi documenti vanno conservati per 5 anni, perché in questo periodo l’Agenzia delle Entrate può effettuare controlli e verifiche).
Per un calcolo preciso e corretto delle spese detraibili nel Modello 730 2024, è importante conservare tutte le ricevute e le fatture delle spese sostenute nel 2023 (spese mediche, acquisto di farmaci, dispositivi medici specifici ecc., ricevute e fatture per l’affitto dell’abitazione, per istituti di istruzione, scuole e scuole dell’infanzia, attività sportive ecc.).
L’elenco delle voci di spesa che si possono indicare nella dichiarazione dei redditi per ottenere il rimborso Irpef è molto lungo.
In ogni caso, però, per ciascuna delle spese sostenute bisogna verificare quali limiti sono previsti e le relative regole di compilazione nel modello 730.
Le spese che si possono scaricare nel Modello 730
Nel compilare il Modello 730, il contribuente consegna al CAF, oppure considera in autonomia, i documenti che attestano le spese da portare in diminuzione (le spese deducibili e le spese detraibili) sostenute nell’anno precedente da lui stesso o dai familiari fiscalmente a carico. È proprio su queste spese che viene riconosciuto lo sgravio fiscale sul reddito complessivo.
Le spese detraibili nel 730 sono spese che si sottraggono, in percentuale, dall’imposta lorda, a differenza delle spese deducibili, che invece vengono sottratte dall’ammontare del reddito complessivo.
Quindi, se il contribuente ha sostenuto sia spese deducibili sia spese detraibili, innanzitutto il reddito imponibile su cui verrà calcolata l’imposta lorda sarà più basso, perché le spese deducibili verranno sottratte.
Nel passaggio successivo, anche l’imposta lorda applicata al reddito imponibile verrà ridotta, sottraendo la percentuale delle spese detraibili (di norma il 19% per le principali tipologie di spesa).
Principali spese detraibili nel Modello 730:
(*si detraggono in percentuale dal reddito imponibile netto)
- Spese mediche;
- Spese di assicurazione;
- Spese di affitto;
- Spese per il trasporto pubblico;
- Spese di istruzione (non universitarie e universitarie);
- Spese per attività sportive praticate dai ragazzi;
- Spese per gli interessi passivi dei mutui;
- Spese di intermediazione immobiliare;
- Spese funebri;
- Spese veterinarie;
- Spese per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici (Bonus mobili).
Principali spese deducibili nel Modello 730 (*si sottraggono dal reddito complessivo)
- Contributi previdenziali e assistenziali;
- Contributi e premi per forme pensionistiche complementari e individuali;
- Assegni periodici corrisposti all’ex coniuge;
- Contributi previdenziali per gli addetti ai servizi domestici e familiari;
- Contributi ed erogazioni a favore di istituzioni religiose;
- Spese mediche e di assistenza specifica per le persone con disabilità.
Quindi, lo ripetiamo: dichiarare o non dichiarare i redditi è una scelta personale. Tuttavia, tenete presente che prima o poi la Guardia di Finanza può scoprire il vostro debito nei confronti dello Stato e che l’omessa presentazione della dichiarazione dei redditi comporta conseguenze gravi, dalle sanzioni amministrative fino a quelle penali.
Per questo vi consigliamo di presentare sempre la dichiarazione dei redditi, così da evitare in futuro spiacevoli «sorprese».
Se avete domande o difficoltà legate alla presentazione della dichiarazione dei redditi, contattateci: possiamo – e saremo lieti di farlo – rispondere alle vostre domande e aiutarvi a capire quali documenti dovete raccogliere e quali redditi dovete dichiarare secondo la normativa vigente.




