Vai al contenuto principale

La doppia imposizione degli ucraini all’estero

Fisco e finanze

Informazione di riferimento: regole, importi e scadenze cambiano. Controlla la data del materiale e le fonti ufficiali.

Aspetti giuridici e pratici della tassazione dei redditi e del patrimonio per i cittadini che hanno legami economici contemporaneamente con l’Ucraina e l’Italia.

Il documento centrale è una convenzione internazionale che stabilisce regole chiare per eliminare la doppia imposizione e prevenire le frodi fiscali, ripartendo la potestà impositiva tra i due Stati.

La riforma della normativa italiana del 2024 ha cambiato le priorità nella determinazione dello status di residente, dando la precedenza ai legami personali e familiari rispetto agli interessi patrimoniali.

Criteri per determinare la residenza fiscale

Secondo la normativa italiana (in particolare l’articolo 2 del TUIR), una persona è considerata fiscalmente residente in Italia se per la maggior parte del periodo d’imposta (183 giorni all’anno, o 184 negli anni bisestili) si verifica almeno una delle seguenti condizioni:

• Presenza fisica: permanenza sul territorio italiano per oltre 183 giorni. Nel conteggio rientrano anche le frazioni di giorno: ad esempio, un’ora trascorsa nel Paese vale come un giorno intero.

• Domicilio: secondo la riforma del 2024, è il luogo in cui si sviluppano in via principale le relazioni personali e familiari della persona. Ciò significa che, se la famiglia di un ucraino (moglie, figli) vive in Italia e i figli frequentano una scuola locale, il rischio di essere considerati residenti aumenta notevolmente, anche se il lavoro rimane in Ucraina.

• Residenza: la disponibilità di un’abitazione utilizzata come dimora abituale ai sensi del Codice civile.

• Iscrizione all’anagrafe della popolazione residente (Anagrafe): dal 2024 questo criterio è diventato una «presunzione relativa», che può essere superata se le altre condizioni di residenza non sono soddisfatte.

Conseguenze sugli obblighi dei cittadini ucraini

1. Tassazione del reddito mondiale (Worldwide Taxation)

◦ I residenti sono tenuti a pagare le imposte in Italia su tutti i propri redditi, indipendentemente dal Paese in cui sono prodotti (stipendio in Ucraina, affitto di immobili, dividendi, interessi sui depositi, ecc.).

◦ I non residenti pagano le imposte soltanto sui redditi prodotti direttamente in Italia.

2. Dichiarazione dei redditi

◦ I residenti devono presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi (modello 730 o Redditi PF).

◦ Gli ucraini che lavorano a distanza (smart working) per datori di lavoro ucraini e si trovano in Italia per oltre 183 giorni diventano automaticamente residenti e sono tenuti a dichiarare il proprio reddito e a pagare le imposte italiane.

3. Obblighi amministrativi

◦ L’obbligo di ottenere il codice identificativo (Codice Fiscale), obbligatorio per chiunque viva in Italia per più di 90 giorni.

◦ Il pagamento dell’imposta progressiva sul reddito delle persone fisiche (IRPEF), con aliquote che vanno dal 23% al 43% a seconda del reddito.

Come evitare la doppia imposizione

Tra l’Ucraina e l’Italia è in vigore un’apposita Convenzione contro le doppie imposizioni. Se entrambi i Paesi considerano una persona come proprio residente, si applicano le regole «tie-breaker», che stabiliscono la priorità in base ai seguenti criteri:

1. Disponibilità di un’abitazione permanente.

2. Centro degli interessi vitali (legami personali ed economici).

3. Luogo di soggiorno abituale.

4. Cittadinanza.

Importante: per avvalersi dei vantaggi della Convenzione (ad esempio, per scomputare le imposte già pagate in Ucraina), il cittadino deve presentare alle autorità italiane il certificato di residenza fiscale rilasciato dalle autorità fiscali ucraine.

Conseguenze delle violazioni

Il mancato adempimento degli obblighi dichiarativi comporta sanzioni amministrative. Per l’omessa dichiarazione è prevista una sanzione dal 120% al 240% delle imposte dovute (minimo 250 euro). Per il tardivo versamento delle imposte si applica una sanzione del 30%.

Tassazione in Italia dei redditi da FOP (impresa individuale ucraina)

Se diventate fiscalmente residenti in Italia (vi trovate nel Paese per oltre 183 giorni, vi avete il centro dei vostri interessi o un’abitazione), l’Italia applica il principio di tassazione del reddito mondiale (worldwide taxation principle).

Ciò significa che:

• I redditi della vostra FOP ucraina devono essere inclusi nella dichiarazione dei redditi italiana.

• I redditi d’impresa e di lavoro autonomo prodotti all’estero concorrono a formare il reddito complessivo imponibile in Italia.

• Di regola sono tassati con le aliquote progressive IRPEF (23–43%).

Il regime agevolato per i lavoratori impatriati (Lavoratori Impatriati)

Questo regime è il più interessante per i professionisti ucraini (ad esempio nell’IT) che si trasferiscono in Italia.

• Agevolazione: è tassato solo il 50% del reddito, mentre il restante 50% è esente.

• Ambito di applicazione: l’agevolazione non riguarda soltanto il lavoro dipendente, ma anche i redditi di lavoro autonomo (che corrispondono alla sostanza dell’attività svolta con una FOP).

• Condizione: dovete trasferire la residenza in Italia per svolgervi l’attività lavorativa e non essere stati residenti in Italia negli anni precedenti.

Potete combinare una FOP ucraina con la residenza italiana, utilizzando gli strumenti della Convenzione tra l’Ucraina e l’Italia:

• Credito d’imposta: le imposte già pagate in Ucraina (ad esempio il 5% dell’imposta unica) possono essere scomputate in Italia per ridurre l’imposta italiana.

• Documentazione: per esercitare questo diritto ed evitare la doppia imposizione, dovete presentare alle autorità italiane il certificato di residenza fiscale rilasciato in Ucraina.

• Dichiarazione: anche se pagate le imposte in Ucraina, dovete comunque presentare la dichiarazione in Italia (modello Redditi PF), indicarvi il reddito della FOP e calcolare la differenza d’imposta secondo le aliquote italiane.

Rischi e limiti

• Differenza di aliquote: poiché in Ucraina le imposte sono di solito più basse (5%) che in Italia (anche con l’agevolazione del 50% sull’IRPEF), dovrete comunque versare la differenza all’erario italiano.

• Controllo valutario: ricevere regolarmente fondi sui conti ucraini della FOP mentre si vive all’estero può creare difficoltà con il controllo valutario ucraino in merito al rimpatrio dei proventi in valuta in Ucraina (termine di 180 giorni), se i fondi non arrivano effettivamente sui conti ucraini.

• Prova contraria alla residenza: se siete iscritti all’anagrafe italiana (Anagrafe) ma di fatto vivete in Ucraina, dal 2024 potete tentare di superare lo status di residente in Italia fornendo prove «inoppugnabili» dell’assenza di altri legami.

Conclusione: la combinazione è possibile e il regime degli impatriati può ridurre notevolmente il carico fiscale (tassazione di metà del reddito), ma la FOP ucraina smetterà di essere uno strumento di tassazione agevolata al 5%, perché l’Italia esigerà il versamento della differenza fino al proprio livello.

L’imposta unica pagata in Ucraina si può scomputare in Italia?

Sì: in base alla Convenzione tra l’Ucraina e l’Italia contro le doppie imposizioni, avete diritto a scomputare l’imposta pagata in Ucraina (compresa l’imposta unica della FOP) nel calcolo delle vostre imposte in Italia.

Ecco come funziona questo meccanismo e quali condizioni devono essere soddisfatte:

Il meccanismo del credito d’imposta

Per eliminare la doppia imposizione l’Italia applica il metodo del credito d’imposta. Ciò significa che, se un residente in Italia percepisce un reddito tassabile in Ucraina, l’importo dell’imposta ucraina viene detratto dall’imposta italiana dovuta sullo stesso reddito.

Principali limiti e particolarità

• Limite del credito: il credito d’imposta non può superare la quota dell’imposta italiana proporzionalmente riferibile a quel reddito estero. Ad esempio, se l’imposta unica ucraina è del 5% e l’imposta italiana (IRPEF) sullo stesso reddito è del 23%, potrete scomputare quel 5%, ma dovrete comunque versare la differenza in Italia.

• Regimi speciali: il credito d’imposta non spetta se in Italia il reddito, su richiesta del contribuente, è soggetto a tassazione definitiva mediante ritenuta alla fonte (ad esempio l’imposta sostitutiva del 26% sui dividendi o determinate aliquote fisse).

• Tipi di imposte: la Convenzione si applica alle imposte esistenti al momento della firma e alle imposte «identiche o sostanzialmente analoghe» introdotte successivamente (il che consente di includere l’imposta unica in questo elenco).

Documenti necessari per il credito

Per poter usufruire del credito d’imposta, le autorità italiane richiedono:

1. Il certificato di residenza fiscale in Ucraina, rilasciato dalle autorità fiscali ucraine (anche in formato elettronico, se verificabile).

2. I documenti che attestano l’effettivo pagamento dell’imposta in Ucraina (dichiarazioni dei redditi presentate all’estero, ricevute di pagamento, prospetti con gli importi dei redditi e delle imposte).

3. La dichiarazione: il credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi italiana annuale (modello Redditi PF) relativa all’anno in cui le imposte estere sono state pagate a titolo definitivo.

Un’avvertenza importante per chi ha una FOP

Se vi trovate in Italia per oltre 183 giorni, siete considerati fiscalmente residenti e dovete dichiarare tutto il vostro reddito mondiale, compresi i redditi d’impresa prodotti in Ucraina.

L’Agenzia delle Entrate precisa che i redditi di lavoro autonomo prodotti all’estero concorrono a formare il reddito complessivo imponibile e di norma sono tassati con le aliquote progressive IRPEF (dal 23% al 43%), alle quali si applica appunto il credito sopra descritto.

Si può accedere alle agevolazioni italiane se la famiglia è rimasta in Ucraina?

La possibilità di usufruire delle agevolazioni fiscali italiane quando la vostra famiglia è rimasta in Ucraina dipende dal fatto che riusciate a dimostrare il vostro status di residente fiscale in Italia e che soddisfiate i requisiti dei singoli regimi agevolati.

Ecco nel dettaglio come il luogo in cui vive la famiglia incide sui vostri diritti e obblighi:

1. Lo status di residente quando la famiglia è in Ucraina

Secondo la riforma del 2024, uno dei criteri chiave della residenza è il domicilio, definito come il luogo in cui si sviluppano in via principale le relazioni personali e familiari.

• Se la vostra famiglia (moglie/marito, figli) rimane in Ucraina, le autorità italiane possono ritenere che il centro dei vostri interessi vitali si trovi fuori dall’Italia.

• Tuttavia potete comunque diventare fiscalmente residenti in Italia in base al criterio della presenza fisica, se vi trovate nel Paese per oltre 183 giorni all’anno (contando anche le frazioni di giorno).

2. I regimi agevolati speciali

Se dimostrate lo status di residente (ad esempio grazie a una lunga permanenza fisica), potrete accedere alle seguenti agevolazioni:

• Regime per i lavoratori impatriati (Lavoratori impatriati): potete ottenere l’esenzione dalle imposte del 50% del reddito, se vi siete trasferiti in Italia per lavorare. Sebbene la presenza della famiglia in Italia di solito rafforzi la posizione del contribuente, per legge la condizione principale è il trasferimento della residenza fiscale e lo svolgimento effettivo del lavoro sul territorio italiano.

• Agevolazioni per i pensionati (al Sud): un’aliquota del 7% su tutti i redditi esteri è possibile per chi si trasferisce in piccoli comuni delle regioni meridionali. Anche per questo regime è essenziale essere fiscalmente residenti in Italia, cosa che può essere contestata se la famiglia rimane all’estero.

3. Le detrazioni per i familiari (Carichi di famiglia)

Il sistema fiscale italiano consente ai residenti di ridurre l’imposta (IRPEF) in base agli oneri per il mantenimento della famiglia.

• Diritti dei residenti: i residenti hanno diritto alle detrazioni personali e alle detrazioni per carichi di famiglia (ad esempio per i figli o per il coniuge che non lavora).

• Documentazione: se la famiglia si trova in Ucraina, per ottenere queste agevolazioni dovrete fornire alle autorità italiane prove ufficiali che queste persone sono a vostro carico (ad esempio, la prova che non hanno redditi propri e certificati sulla composizione del nucleo familiare).

• Limiti per i non residenti: se, a causa della permanenza della famiglia in Ucraina, non sarete riconosciuti residenti in Italia (anche trovandovi nel Paese per oltre 183 giorni, perché prevale il «centro degli interessi» in Ucraina), perderete il diritto alla maggior parte di queste detrazioni per i familiari.

Il rischio di conflitto di residenza (Tie-breaker rules)

La presenza della famiglia in Ucraina è un argomento molto forte in caso di controversia tra le autorità fiscali dei due Paesi. Secondo la Convenzione internazionale, se avete un’abitazione in entrambi i Paesi, la priorità spetta allo Stato con cui le vostre relazioni personali ed economiche sono più strette (centro degli interessi vitali). Se l’Ucraina dimostra che, per via della famiglia, i vostri interessi vitali restano in patria, potreste essere considerati non residenti in Italia e perdere così l’accesso ai regimi agevolati speciali italiani.

In sintesi: le agevolazioni sono accessibili se siete registrati come residenti in Italia (ad esempio per una permanenza superiore ai 183 giorni), ma dovete essere pronti a documentare il vostro status e le spese per il mantenimento della famiglia in Ucraina.

Navigatore fiscale Italia–Ucraina 2024 (730/2026), pagina 1

Questa guida è gratuita grazie alle donazioni dei lettori.

Sostienici

Chiedi all’assistente IA

Risponde sulla base di questi stessi articoli, quando chiedere è più rapido che cercare.

Chiedi all’assistente IA