Vai al contenuto principale

Punti salienti dell’incontro online del 05.06.2024: restrizioni per gli uomini all’estero, contratto di lavoro della colf

Lavoro e diritti dei lavoratori

Informazione di riferimento: regole, importi e scadenze cambiano. Controlla la data del materiale e le fonti ufficiali.

Tema 1. Restrizioni per gli uomini all’estero (aggiornato al 05.06.24)

Legge sulla mobilitazione n. 10449, entrata in vigore in Ucraina il 18 maggio, impone agli uomini tra i 18 e i 60 anni di aggiornare i propri dati in relazione al regime giuridico della legge marziale e alla mobilitazione dichiarata. Serve perché lo Stato possa conoscere con precisione il numero dei cittadini iscritti nei registri militari. L’aggiornamento dei dati va effettuato entro il 16 luglio 2024.

Ci sono tre modi per farlo:

  • l’app «Reserv+»;
  • presso i centri territoriali di reclutamento e supporto sociale (TCK e SP);
  • presso il CNAP, il Centro per l’erogazione dei servizi amministrativi.

Il registro «Oberih» è un progetto del Registro statale unificato dei coscritti, degli obbligati al servizio militare e dei riservisti.

«Oberih» viene alimentato con i dati di vari registri statali e con le informazioni raccolte dal personale dei TCK e SP.

Secondo la risoluzione del governo n. 563, i cittadini ucraini cancellati dai registri militari perché espatriati per più di tre mesi sono tenuti a reiscriversi entro il 16 giugno. Ciò significa che tutti gli uomini tra i 18 e i 60 anni che hanno soggiornato a lungo all’estero devono presentarsi di persona al centro territoriale di reclutamento e supporto sociale (TCK).

Di conseguenza, gli uomini ucraini soggetti agli obblighi militari e le donne (medici e farmaciste) che si trovano all’estero sono registrati secondo gli stessi principi di chi si trova nel Paese.

Nel frattempo, i coscritti, gli obbligati al servizio militare e i riservisti che partono per l’estero non vengono più cancellati dai registri militari dei TCK.

«Per quanto riguarda i diciassettenni ucraini che attualmente si trovano

all’estero: è già stata elaborata un’apposita risoluzione, che ora

è in fase di approvazione e a breve

sarà adottata. Ai pre-coscritti e ai coscritti che si trovano ora all’estero sarà concesso un rinvio dell’iscrizione nei registri: fino al rientro in Ucraina oppure fino alla fine della legge marziale.»

In alcuni casi i servizi possono essere erogati ai cittadini ucraini anche senza i documenti di registrazione militare.

Tra questi casi:

  • il rilascio del «passaporto bianco» per il rientro in Ucraina;
  • il rilascio di documenti per un figlio il cui altro genitore è straniero o apolide;
  • i servizi per le persone arrestate o detenute.

Se un cittadino ucraino si trova in una situazione di emergenza all’estero (incidente stradale, fermo, calamità naturali, altre emergenze), il personale del servizio consolare ucraino fornirà pienamente l’assistenza consolare necessaria nei limiti previsti dalla legge.

La scadenza del passaporto per l’estero può creare seri problemi agli ucraini che vivono fuori dal Paese, anche se possiedono una carta d’identità italiana. Anche con questo documento, in diverse situazioni potrebbe non bastare:

  • il rinnovo del permesso di soggiorno;
  • il rinnovo della patente di guida;
  • la stipula di contratti di lavoro regolari;
  • la perdita dello status legale: chi non riesce a rinnovare i propri documenti può vedere a rischio il proprio status legale, con possibili conseguenze come l’espulsione o altri problemi legali;
  • senza un passaporto valido, alcuni cittadini possono di fatto diventare apolidi, cioè persone senza cittadinanza, il che complicherebbe notevolmente la loro vita e la loro posizione giuridica nel Paese in cui si trovano.

Tema 2. Contratto di lavoro domestico. Mansioni. Lettera di assunzione

Il contratto di lavoro del collaboratore domestico (colf)

Il contratto di lavoro del collaboratore domestico (chiamato anche Lettera di assunzione) si redige per iscritto in duplice copia (una per ciascuna parte), è firmato da entrambe le parti e deve contenere i seguenti dati:

data di inizio del rapporto di lavoro;

tipo di contratto: a tempo determinato / a tempo indeterminato; tempo pieno (full time) / tempo ridotto (part time);

dati anagrafici del datore di lavoro e del lavoratore (*per la badante, il livello professionale secondo il CCNL Lavoro Domestico);

luogo di lavoro;

mansioni e livello di inquadramento della collaboratrice;

orario di lavoro (ore lavorative; tempo pieno/ridotto);

retribuzione concordata;

periodo di prova (se previsto);

convivenza o non convivenza;

vitto e alloggio (per il lavoratore convivente/non convivente);

ferie concordate;

riservatezza: a tutela della vita privata della famiglia;

CCNL: se il datore di lavoro è iscritto a un’associazione di datori di lavoro;

altre condizioni, ad esempio: permessi per motivi personali; maggiorazioni per il lavoro straordinario; accordi sulla vaccinazione del lavoratore, ecc.

Quali documenti servono per assumere una colf?

Se il collaboratore domestico è italiano, per l’assunzione servono la carta d’identità valida e il codice fiscale.

Se il lavoratore è straniero, servono: permesso di soggiorno valido, passaporto, carta d’identità valida e codice fiscale. In alcuni casi possono essere richiesti anche attestati e diplomi di corsi di qualificazione professionale, documenti assicurativi e previdenziali ed eventuali certificati sanitari aggiornati secondo le norme vigenti.

Per il datore di lavoro: carta d’identità valida e codice fiscale.

Una volta chiariti tutti gli aspetti contrattuali e raccolti tutti i documenti necessari, sia del datore di lavoro sia del lavoratore, si può stipulare e firmare il contratto di assunzione.

Livelli di inquadramento del collaboratore domestico (colf)

Quando si assume una colf, nel contratto di lavoro va indicato il livello di inquadramento, scelto in base alle mansioni e all’esperienza del lavoratore.

Di norma, se ci serve una collaboratrice per un certo numero di ore a settimana, possiamo concordare un contratto a ore senza convivenza al livello A o B.

LIVELLO A (Appartengono a questo livello gli assistenti familiari senza esperienza professionale, che svolgono un lavoro a livello esecutivo, senza autonomia decisionale, sotto il diretto controllo del datore di lavoro, nei seguenti profili):

Addetto esclusivamente alla pulizia della casa;

Addetto esclusivamente alla lavanderia;

Aiuto cuoco. Svolge solo mansioni di supporto al cuoco;

Stalliere. Svolge mansioni di pulizia della stalla e cura del cavallo;

Addetto alla pulizia ed annaffiatura delle aree verdi;

Operaio comune. Svolge mansioni di fatica, sia per le grandi pulizie, sia piccoli interventi di manutenzione.

LIVELLO B (Appartengono a questo livello gli assistenti familiari che svolgono con esperienza le mansioni a livello esecutivo, nei seguenti profili):

Collaboratore generico polifunzionale. Svolge le molteplici mansioni legate al normale andamento della vita familiare, come la pulizia della casa e il bucato.

Custode di abitazione privata. Svolge mansioni di sorveglianza presso l’abitazione del datore di lavoro;

Addetto alla stireria. Svolge le mansioni legate alla stiratura.

Cameriere;

Giardiniere;

Operaio qualificato. Svolge mansioni di manutenzione;

Autista;

Addetto al riassetto camere e servizio di prima colazione anche per ospiti del datore di lavoro.

LIVELLO C (Appartengono a questo livello gli assistenti familiari che svolgono le mansioni di cuoco)

LIVELLO D (Appartengono a questo livello gli assistenti familiari che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricoprono specifiche posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità e autonomia decisionale, nei seguenti profili):

– Amministratore dei beni di famiglia;

– Maggiordomo;

– Governante;

– Capo cuoco;

– Capo giardiniere;

– Istitutore. Svolge mansioni di istruzione e/o educazione dei componenti il nucleo familiare.

La procedura di assunzione di una colf

La comunicazione di assunzione va inviata telematicamente all’INPS entro le 24 ore precedenti l’inizio del rapporto di lavoro, anche se la scadenza cade in un giorno festivo, come spesso accade.

Questa comunicazione viene ricevuta automaticamente da INPS, INAIL, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero della Salute e Prefettura competente.

La comunicazione all’INPS è obbligatoria e va effettuata anche se la collaboratrice è in periodo di prova, se lavora già per un altro datore di lavoro o svolge un’altra attività, se il lavoro è saltuario, se il lavoratore è pensionato e anche se è straniero.

L’annullamento dell’assunzione può essere effettuato entro 5 giorni dalla comunicazione, sempre telematicamente all’INPS. Trascorso tale termine, occorre invece comunicare la cessazione del rapporto di lavoro.

Dopo l’assunzione della collaboratrice domestica, il datore di lavoro è tenuto a redigere ogni mese la busta paga, oltre al prospetto presenze, in duplice copia: una viene consegnata alla lavoratrice, l’altra viene firmata da lei e conservata dal datore di lavoro.

I contributi INPS vanno versati ogni trimestre tramite MAV, generato automaticamente in via telematica sul portale INPS oppure recapitato direttamente a casa del datore di lavoro, che è tenuto a pagarli entro la scadenza prevista.

A fine anno il lavoratore ha diritto a una mensilità aggiuntiva (tredicesima) pari alla retribuzione mensile; a chi non raggiunge un anno di servizio spetta in proporzione al periodo lavorato.

Orario di lavoro della colf

Il lavoro di collaboratore domestico (colf) è molto richiesto, soprattutto nelle grandi città, e può essere svolto:

– a tempo pieno;

– part time.

Ovviamente dipende dalle esigenze della famiglia. Una famiglia potrebbe aver bisogno, ad esempio, di una colf fissa convivente. In questo caso il Contratto nazionale del lavoro domestico prevede una settimana lavorativa di 54 ore.

Se invece la collaboratrice lavora a tempo pieno, senza convivenza, l’orario è di 40 ore settimanali.

Non c’è un numero minimo di ore da rispettare, ma in caso di part time il contratto deve indicare chiaramente l’orario della collaboratrice (cioè in quali giorni e a che ora viene a lavorare presso la famiglia).

Nulla impedisce al datore di lavoro di decidere, col tempo, di aumentare l’orario del collaboratore domestico e di modificare il contratto con il consenso della lavoratrice.

Il contratto di lavoro dell’assistente familiare

(badante)

Questo tipo di contratto regola il rapporto tra il lavoratore domestico e il datore di lavoro. Il datore di lavoro è la persona che stabilisce l’orario e le mansioni da svolgere; il lavoratore è la persona che svolge il lavoro. Nel contratto le parti regolano gli aspetti più importanti del rapporto, come i limiti di orario, le ferie e la retribuzione prevista.

Il contratto di lavoro domestico può essere stipulato solo tra persone fisiche, non con una società (ad esempio una S.r.l. o una S.p.A.).

L’assunzione può essere a tempo determinato o a tempo indeterminato. Nel primo caso le parti fissano fin da subito la data di cessazione del rapporto: ad esempio, si può assumere un lavoratore a tempo determinato solo per il periodo estivo. Nel caso del tempo indeterminato, invece, le parti non prevedono una data di fine del rapporto.

Con questo tipo di contratto il lavoratore può essere inquadrato sia come convivente (badante convivente), sia come lavoratore che non vive con la persona assistita (badante non convivente).

Il numero massimo di ore settimanali che si possono stabilire nel contratto è:

da 1 a 40 ore settimanali (con un massimo di 8 ore di lavoro al giorno) per il contratto senza convivenza (badante non convivente);

54 ore settimanali per il contratto con convivenza (badante convivente).

Quali documenti servono per assumere una badante?

Se il lavoratore (assistente) è italiano, per l’assunzione servono la carta d’identità valida e il codice fiscale.

Se il lavoratore è straniero, servono: permesso di soggiorno valido, passaporto, carta d’identità valida e codice fiscale.

* Alla badante possono essere richiesti anche eventuali diplomi o attestati di formazione professionale.


Per il datore di lavoro: carta d’identità valida e codice fiscale.

Quali sono le voci principali del contratto di lavoro della badante e qual è la procedura per stipularlo?

Le voci principali del contratto della badante:

· Tipo di contratto: a tempo determinato / a tempo indeterminato; tempo pieno (full time) / tempo ridotto (part time);

· I dati anagrafici del datore di lavoro e della badante;

– (*per la badante, il livello professionale secondo il CCNL Lavoro Domestico);

· Luogo di lavoro;

– Data inizio rapporto di lavoro (la data da cui il lavoratore prende servizio);

· Le mansioni che deve svolgere: descrizione delle attività richieste alla badante;

· Orario di lavoro e sua distribuzione: tempo pieno o part time, ore di lavoro e loro collocazione;

· Periodo di prova (se previsto);

· Retribuzione;

· Vitto e alloggio: per il lavoratore convivente/non convivente;

· Periodo concordato delle ferie;

· Riservatezza: a tutela della vita privata della famiglia;

· CCNL: se il datore di lavoro è iscritto a un’associazione di datori di lavoro;

Altre condizioni, ad esempio: permessi per motivi personali; maggiorazioni per il lavoro straordinario; accordi sulla vaccinazione del lavoratore, ecc. (per esempio: eventuali spostamenti per villeggiature o altri motivi).

Importante: se l’assistente familiare lavora a ore, non può essere convivente. Se l’assistente familiare vive con voi, è obbligatorio indicare se il lavoro è a ore, a tempo pieno o part time.

Assumere un assistente familiare part time significa assumere una colf o una badante con un normale contratto di lavoro secondo le norme del Contratto collettivo del lavoro domestico, a orario ridotto (art. 14, 2 c. CCNL).

Qual è la procedura per stipulare il contratto di lavoro della badante?

Una volta chiariti tutti gli aspetti contrattuali e raccolti tutti i documenti necessari, sia del datore di lavoro sia del lavoratore, si può stipulare e firmare il contratto di assunzione. Il contratto va sempre redatto in duplice copia e firmato da entrambe le parti.

IMPORTANTE: l’assunzione del lavoratore va comunicata all’INPS almeno 24 ore prima dell’inizio del rapporto (anche se è un giorno festivo), compilando il modulo COLDASS oppure LDEM09 non-EU nel caso di lavoratore extracomunitario. La comunicazione spetta al datore di lavoro.

La comunicazione di assunzione della badante va effettuata anche in caso di periodo di prova o di lavoro saltuario o discontinuo, se la badante è già assicurata presso un altro datore di lavoro o un’altra azienda, se è straniera o se percepisce già una pensione.


IMPORTANTE: se la badante è straniera, entro 48 ore dall’assunzione di una badante convivente il datore di lavoro deve inviare la comunicazione scritta della presenza all’autorità locale di Pubblica Sicurezza (sotto forma di «dichiarazione di ospitalità»). La comunicazione si invia per posta o per e-mail, oppure si consegna all’ufficio di Pubblica Sicurezza competente (il commissariato di polizia più vicino) o al Comune di appartenenza, allegando copia del documento d’identità del dichiarante.

Contratto di lavoro part time / a tempo ridotto (badante)

Il CCNL (art. 9) prevede determinati livelli (8 in tutto), che si distinguono in base alle mansioni svolte e all’eventuale qualifica posseduta.

In altre parole, se ci serve una collaboratrice familiare, cioè una colf che si occupa principalmente della gestione della casa, dalla preparazione dei pasti alle pulizie, dobbiamo inquadrarla in uno dei livelli A-B-C-D. Se invece ci serve una badante che si occupa dell’assistenza e della cura della persona, oltre che della gestione della casa, la inquadriamo in uno dei livelli AS-BS-CS-DS.

Per colf e badanti conviventi ma a tempo parziale (part time conviventi) sono previsti solo i seguenti livelli: B, C, BS.

Per tutte le altre mansioni di colf e badanti non è possibile stipulare un contratto part time.

Quindi, se decidiamo di far lavorare la badante con un contratto part time, e dunque a orario ridotto, possiamo inquadrarla ai livelli C, B e B super.

In questo caso l’orario di lavoro non può superare le 30 ore settimanali, anche in caso di convivenza. L’orario deve collocarsi nelle seguenti fasce:

dalle 6.00 alle 14.00, quando si lavora solo al mattino;

dalle 14:00 alle 22:00, quando si lavora solo il pomeriggio;

10 ore al giorno, a giorni alterni, al massimo 3 giorni a settimana. In questo caso si lavora solo 3 giorni a settimana.

Se al lavoratore viene chiesto di lavorare oltre l’orario ridotto concordato, le ore in più sono retribuite sulla base della paga oraria, maggiorata come lavoro straordinario (art. 15 CCNL).

Il contratto part time (badante)

Il contratto di lavoro con la badante deve essere stipulato per iscritto e indicare (oltre ai dati anagrafici delle parti): l’orario ridotto concordato e i giorni di lavoro nella settimana; la data di inizio del rapporto di lavoro; la durata del periodo di prova; il livello; la retribuzione concordata e il luogo di lavoro.

L’orario part time in regime di convivenza può anche essere inferiore a 30 ore settimanali, ma anche se il lavoratore domestico lavora solo 20 ore, gli vengono comunque pagate 30 ore di lavoro.

Il contratto part time per le badanti, quindi, non prevede una durata minima settimanale dell’orario di lavoro, ma fissa un numero massimo di ore:

– per i lavoratori conviventi, 54 ore settimanali, con un massimo di 10 ore giornaliere non consecutive;

– per i lavoratori non conviventi, 40 ore settimanali, con un massimo di 8 ore giornaliere non consecutive, distribuite su 5 o 6 giorni.

L’orario di lavoro deve inoltre rispettare il diritto al riposo del lavoratore. La domenica è un giorno di riposo importante: se il datore di lavoro chiede al lavoratore di lavorare la domenica, la retribuzione è maggiorata del 60% e viene concesso un giorno di riposo. Se il lavoratore professa un’altra fede religiosa, il suo giorno di riposo può essere diverso dalla domenica: in tal caso, alla firma del contratto, le parti concordano il giorno di riposo che sostituisce la domenica.

L’orario di lavoro è sempre concordato tra le parti (in caso di part time). Se la badante convive con il datore di lavoro e lavora a tempo pieno, è il datore di lavoro a stabilire l’orario, sempre entro la durata massima fissata dal CCNL.

Punti salienti dell’incontro online del 05.06.2024: Restrizioni per gli uomini all’estero & Contratto di lavoro domestico. Mansioni. Lettera di assunzione

Questa guida è gratuita grazie alle donazioni dei lettori.

Sostienici

Chiedi all’assistente IA

Risponde sulla base di questi stessi articoli, quando chiedere è più rapido che cercare.

Chiedi all’assistente IA