La comunità ucraina e il Consolato Generale dell’Ucraina a Napoli si mobilitano contro la propaganda russa in Italia
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La comunità ucraina e il Consolato Generale dell’Ucraina a Napoli si mobilitano contro la propaganda russa in Italia
Il 22 gennaio, nella sede del Sindacato Unitario Giornalisti della Campania, si è tenuta una conferenza stampa sulla propaganda che si sta diffondendo in Italia.
L’incontro si è svolto su iniziativa del Consolato Generale dell’Ucraina a Napoli, con il sostegno dell’associazione culturale ucraina My Volia e del coordinamento delle associazioni ucraine in Italia COORDINAMENTO UNITARIO.

Il Console Generale dell’Ucraina a Napoli, Maksym Kovalenko, sottolinea che in Italia la situazione della propaganda è molto pericolosa. «Quando eventi del genere si svolgono con il sostegno di singoli enti pubblici, come nel caso di Modena, è pericoloso. La mostra di Modena non si è tenuta grazie al clamore suscitato, agli italiani che non sono rimasti indifferenti e alla comunità ucraina. Ed è un risultato importantissimo, perché volevano creare un precedente: organizzare un evento del genere in un’istituzione pubblica, come se avesse il sostegno delle autorità», ha dichiarato Maksym Kovalenko, ringraziando i giornalisti italiani per il loro sostegno.

La comunità ucraina ha reagito rapidamente alla diffusione della propaganda. I membri del Centro di coordinamento delle associazioni ucraine – COORDINAMENTO UNITARIO hanno scritto decine di lettere a numerose istituzioni pubbliche, ai sindaci delle città in cui erano previsti questi eventi vergognosi e perfino al Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella, chiedendo di intervenire e di fermare l’attività dei propagandisti.
Gli attivisti hanno inoltre organizzato presidi e manifestazioni di protesta. Grazie a queste iniziative, alcuni eventi dei propagandisti sono stati annullati, per esempio a Modena.

Alla conferenza è intervenuto anche Antonio Musella, giornalista di Fanpage, tra i primi a richiamare l’attenzione sulla diffusione della propaganda russa.
«Si può ipotizzare che si tratti di una vera e propria campagna di comunicazione nel Paese. I contenuti sono gli stessi della propaganda militare russa: l’occupazione dell’Ucraina è una “liberazione”. A Mariupol sono state uccise circa 40 mila persone. E questo lo chiamano liberazione dall’oppressione di Kyiv», osserva Musella.

Ai presenti è stato inoltre mostrato un videomessaggio degli abitanti di Mariupol, testimoni diretti dell’aggressione russa.

Gli organizzatori dell’incontro sono convinti che l’obiettivo dei propagandisti sia conquistare l’opinione pubblica italiana e giustificare la sanguinosa guerra su vasta scala scatenata dalla Federazione Russa contro l’Ucraina.
Per questo la comunità ucraina sarà sempre pronta a contrastare le menzogne del Cremlino.




