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Perché era stata organizzata una manifestazione davanti alla Questura di Napoli? E che cosa ha impedito di «mantenere la parola»

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Perché era stata organizzata una manifestazione davanti alla Questura di Napoli? E che cosa ha impedito di «mantenere la parola»

Lo spiega la presidente del Centro di coordinamento delle associazioni ucraine COORDINAMENTO UNITARIO, Lara Levchun: «Il 26.01.24, insieme a Sindaco Labor, abbiamo scritto una lettera alla Questura di Napoli. Nella lettera abbiamo espresso la nostra indignazione: da giugno non era arrivata alcuna risposta e non era stato fissato nessun appuntamento per i cittadini che avevano presentato domanda per il primo permesso di soggiorno – protezione internazionale.»

Perché era stata organizzata una manifestazione davanti alla Questura di Napoli? E che cosa ha impedito di «mantenere la parola»

Per reagire alla situazione che si era creata, era stata organizzata una manifestazione davanti alla Questura di Napoli per il 15 febbraio.

Lo scopo dell’iniziativa era far capire che gli ucraini vogliono vivere nel rispetto della lettera della legge, lavorare in regola e pagare le tasse.

Per discutere una questione ormai diventata insostenibile, per il 07.02.24 è stato convocato un tavolo di confronto con il Dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Napoli.

La presidente del Centro di coordinamento delle associazioni ucraine COORDINAMENTO UNITARIO, Lara Levchun, insieme a Sindaco Labor, ha sottolineato: «…dobbiamo risolvere la situazione una volta per tutte e ricevere da parte vostra proposte e azioni concrete.» Hanno insistito sul tema, con particolare attenzione agli ucraini che si trovano in condizioni difficili, e hanno spiegato che le persone non possono vivere «fuori dalla legge», vivere «in nero». Non possono lavorare in modo regolare, sono private dell’assistenza sanitaria, non possono studiare negli istituti pubblici né firmare un contratto d’affitto e, cosa più dolorosa di tutte oggi, non possono tornare a casa.

L’incontro si è concluso con la decisione di annullare la manifestazione prevista per il 15 febbraio 2024.

Da parte sua, il Dirigente dell’Ufficio Immigrazione ha promesso di venire incontro, in futuro, alla situazione degli ucraini. La Questura ha inoltre riconosciuto le proprie responsabilità e si è scusata con tutti coloro che questa situazione ha colpito, amareggiato e messo in difficoltà. Ha promesso di fare tutto il possibile perché non si ripetano incomprensioni simili e ha assicurato che, d’ora in poi, darà la priorità ai permessi di soggiorno – protezione internazionale.

Lo stesso giorno, inoltre, dieci cittadini ucraini hanno ottenuto un appuntamento per il rilascio del permesso di soggiorno – protezione internazionale. Ad altri cinque è stato fissato un appuntamento per il 14.02.24.

Da parte nostra aggiungiamo che, in futuro, quando ci troveremo davanti a questioni problematiche, dovremo dedicare loro più attenzione. Altrimenti non è possibile risolverle né migliorare la situazione.

I nostri per i nostri!

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