Nascita in Italia di un bambino da madre ucraina

Informazione di riferimento: regole, importi e scadenze cambiano. Controlla la data del materiale e le fonti ufficiali.
Il tema della nascita di un bambino da madre ucraina in Italia è oggi di grande attualità, soprattutto ora che questa terribile guerra ha disperso i nostri connazionali in tutto il mondo. L’Italia è uno dei Paesi che hanno accolto moltissimi dei nostri profughi, soprattutto donne e bambini.
Le domande e le «incognite» sono moltissime, e trovare risposte concrete non è facile.
Proviamo a fare chiarezza, a rispondere alle domande più importanti e a delineare un vostro piano d’azione passo per passo: dalla nascita del bambino alla sua registrazione, fino all’ottenimento di tutti i documenti necessari.
Innanzitutto, tutte le donne in Italia, anche senza un permesso di soggiorno valido, hanno diritto alla stessa assistenza medica e alle stesse cure che ricevono le donne italiane durante la gravidanza e il parto. Tutte le cure durante la gravidanza e il parto nelle strutture sanitarie pubbliche sono assolutamente gratuite.
Dopo aver confermato la gravidanza con un test, la donna deve prenotare una visita medica presso l’Azienda Sanitaria Locale (ASL). Dopo la visita, il medico rilascia alla futura mamma il «Certificato di gravidanza», che le permette di comunicare il proprio stato al datore di lavoro (se lavora) e di accedere a tutti i servizi necessari. Tutte le cure e i farmaci forniti dalle strutture sanitarie pubbliche per l’intera durata della gravidanza sono gratuiti.
Quando arriva il momento del parto, la donna può recarsi autonomamente all’ospedale più vicino oppure chiamare un’ambulanza al numero 118.
*La futura mamma deve portare con sé tutta la documentazione medica ricevuta durante la gravidanza e i propri documenti personali.
Secondo la legge italiana, per poter portare a casa il neonato dall’ospedale, bisogna prima registrarlo.
Come fare?
Innanzitutto, per iscrivere il bambino nei registri dello stato civile presso l’«Ufficio di Stato Civile» del Comune, è obbligatorio dichiararne la nascita presentando la «Dichiarazione di nascita» in uno dei seguenti modi:
· alla direzione sanitaria dell’ospedale, entro 3 giorni dalla nascita. In questo caso è l’ospedale a trasmettere la dichiarazione di nascita all’Ufficio di Stato Civile del Comune in cui è avvenuto il parto oppure al Comune della madre, se lei lo richiede;
· personalmente all’Ufficio di Stato Civile del Comune in cui risiede la madre o in cui è nato il bambino, entro 10 giorni dalla nascita.
In entrambi i casi i genitori devono avere con sé la dichiarazione di nascita rilasciata dall’ospedale e un documento d’identità valido (ad esempio il passaporto o la carta d’identità) di entrambi i genitori o del genitore che registra il bambino.
*Se nessuno dei due genitori ha un permesso di soggiorno valido, il personale dell’Ufficio di Stato Civile o dell’ospedale non può chiedere loro il permesso di soggiorno e, anche se si trovano in Italia irregolarmente, non può segnalarli alla polizia.
Chi può registrare un neonato in Italia
Se i genitori sono sposati, la nascita può essere dichiarata dalla madre o dal padre. In questo caso entrambi saranno considerati genitori del bambino.
Se i genitori non sono sposati, devono dichiarare la nascita per stabilire la maternità e la paternità. In generale, se entrambi vogliono riconoscere il bambino, devono dichiararne la nascita insieme. Se invece il figlio viene riconosciuto da uno solo dei due, è quel genitore a doverne dichiarare la nascita.
Se alla nascita il bambino viene riconosciuto da un solo genitore, l’altro potrà sempre riconoscerlo in seguito con un’apposita dichiarazione resa davanti all’ufficiale dello Stato Civile, al Giudice Tutelare o a un notaio.
La legge italiana consente quindi sia alla madre sia al padre di registrare il neonato.
Il passo successivo: la registrazione della cittadinanza del bambino
Se entrambi i genitori sono cittadini ucraini, il bambino ha diritto alla cittadinanza ucraina per nascita. Se un genitore è ucraino e l’altro straniero, potete scegliere per il bambino la cittadinanza di uno dei due genitori.
Per registrare come cittadino ucraino un bambino nato in Italia, dovete:
1) ottenere dal Comune l’atto di nascita del bambino (in Italia esistono diversi tipi di documento – copia integrale dell’atto di nascita, estratto di nascita e certificato di nascita – a seconda dei dati che vi servono). Per l’Ambasciata o il Consolato dell’Ucraina serve l’Estratto dell’atto di nascita internazionale;
*Attenzione: al momento della registrazione e del rilascio dell’atto di nascita in Comune, tenete presente che l’ufficiale dello stato civile attribuirà al bambino: caso 1) il cognome del padre oppure caso 2) il cognome della madre, se il padre non è indicato nell’atto di nascita.
È quindi molto importante prestare attenzione alla grafia del cognome del bambino (perché un maschio non riceva per errore il cognome della madre nella forma femminile e, viceversa, una femmina non riceva il cognome nella forma maschile: in Ucraina i cognomi cambiano secondo il genere, in Italia no). Per evitarlo, i genitori o uno di loro possono richiedere al Consolato Generale dell’Ucraina un certificato destinato all’ufficio di stato civile del Comune che attesti la grafia tradizionale ucraina dei cognomi in -yi (-ий) o -ov (-ов) per maschi e femmine. Con questo certificato i genitori avranno un argomento in più per insistere, se necessario, presso l’ufficio di stato civile del Comune affinché il cognome del bambino sia scritto in modo grammaticalmente corretto nell’atto di nascita.
2) far apostillare l’atto di nascita del bambino presso l’ufficio legalizzazioni della Prefettura territorialmente competente;
*Attenzione: l’atto di nascita rilasciato in Italia è riconosciuto valido in Ucraina solo se munito di Apostille, che in Italia viene apposta dalla Prefettura o dal Tribunale competenti per il luogo di rilascio del documento italiano.
3) avviare la pratica di acquisizione della cittadinanza ucraina per nascita e ottenere il certificato di registrazione come cittadino ucraino presso il Consolato Generale o l’Ambasciata dell’Ucraina in Italia;
*maggiori dettagli su come farlo sono disponibili qui.
4) presentare al Consolato Generale o all’Ambasciata dell’Ucraina in Italia la domanda e i documenti necessari per il rilascio al bambino del passaporto per l’estero.
*maggiori dettagli su come farlo sono disponibili a questo link.
Quale permesso di soggiorno avrà il bambino in Italia?
Il permesso di soggiorno del bambino dipende dal tipo di permesso dei genitori, o di uno di loro, e dalla sua validità (valido o scaduto).
Se entrambi i genitori, o uno di loro, hanno un permesso di soggiorno valido, il bambino riceverà un Permesso per Motivi Familiari. Questo permesso avrà la stessa durata di quello dei genitori (o del genitore) e potrà essere rinnovato insieme al loro fino al compimento dei 18 anni.
Il permesso di soggiorno del bambino è legato a quello del genitore con cui vive. Se il bambino vive con entrambi i genitori, il suo permesso sarà legato a quello più favorevole per diritti e durata.
È importante ricordarsi di rinnovare il permesso di soggiorno del bambino quando si rinnova il permesso a cui è legato.
Se la madre o il padre ha un permesso di soggiorno di lungo periodo (ex Carta di Soggiorno), il bambino può ottenere un permesso di soggiorno di lungo periodo dopo 5 anni di residenza in Italia.
Se una donna è incinta o ha partorito da poco e né lei né il padre del bambino hanno un permesso di soggiorno valido, non possono essere espulsi e hanno diritto a chiedere il Permesso per Cure Mediche. Questo permesso è valido solo fino a 6 mesi dopo il parto.
Successivamente i genitori possono presentare domanda al «Tribunale per i minorenni» per ottenere il Permesso per Assistenza Minore (ai sensi dell’art. 31 TUI) e ottenere per il bambino il Permesso per Motivi Familiari.
Il codice fiscale del bambino
Quando i genitori registrano il bambino, il Comune gli attribuisce automaticamente il codice fiscale. Questo codice è molto importante per iscrivere il bambino al Servizio Sanitario Nazionale e per accedere ai servizi pubblici e privati.
Per ottenere il codice fiscale del bambino, occorre rivolgersi all’Agenzia delle Entrate con l’atto di nascita del bambino e compilare l’apposito modulo.
Carta d’identità del bambino
Dopo aver ottenuto il codice fiscale e il permesso di soggiorno, il bambino ha diritto a un altro documento molto importante: la carta d’identità.
Per ottenere la carta d’identità, bisogna prima registrare la residenza del bambino presso l’ufficio anagrafe («Centro Anagrafe») del Comune in cui vivono i genitori o la sola madre. La residenza del bambino viene registrata all’indirizzo dei genitori o della sola madre. Questa procedura si chiama iscrizione anagrafica.
Dopo l’iscrizione anagrafica, il Centro Anagrafe rilascerà al bambino la carta d’identità.
Tenete presente che nella maggior parte dei Comuni è necessario prenotare un appuntamento per ottenere la carta d’identità. Vi consigliamo di consultare il sito del vostro Comune per conoscere la procedura e i documenti da presentare.
In sintesi, la carta d’identità si può ottenere solo con un permesso di soggiorno in corso di validità e con la residenza registrata. Non è possibile ottenerla con la «dichiarazione di ospitalità».
Il diritto all’assistenza sanitaria del bambino nato in Italia
Dopo che il bambino ha ottenuto la tessera sanitaria, i genitori sono tenuti a iscriverlo al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) rivolgendosi all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) di zona. L’iscrizione è del tutto gratuita.
I figli di cittadini stranieri, compresi i neonati, hanno pieno accesso all’assistenza medica necessaria, alle vaccinazioni e al pediatra, anche se i genitori non hanno il permesso di soggiorno.
Con l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale, il bambino ha diritto a un pediatra gratuito, che i genitori possono scegliere (e, se necessario, cambiare) tra quelli disponibili presso l’ASL di zona.
Tutti i bambini in Italia hanno diritto alle vaccinazioni. La maggior parte delle vaccinazioni è gratuita.
Attenzione: in Italia alcune vaccinazioni sono obbligatorie (senza di esse il bambino non può, ad esempio, essere iscritto all’asilo o a scuola, salvo controindicazioni mediche accertate), mentre altre sono solo raccomandate. L’elenco completo e il calendario vaccinale ve li può indicare il pediatra del bambino.
Tessera sanitaria del bambino
Dopo l’attribuzione del codice fiscale, l’iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e la scelta del pediatra, il bambino riceve automaticamente la tessera sanitaria all’indirizzo di casa, oppure la si può ritirare presso l’Agenzia delle Entrate; presso l’ASL di zona si riceve inoltre il libretto sanitario.
La madre di un neonato ha diritto all’assistenza sociale in Italia?
La madre di un neonato, alle condizioni previste dalla legge (periodo di residenza in Italia, reddito familiare, ecc.), ha diritto a prestazioni sociali come l’Assegno Unico Universale e può accedere a vari bonus (da verificare periodicamente, perché cambiano di continuo).
Se la madre è disoccupata, può chiedere l’assegno di maternità al Comune di residenza entro 6 mesi dalla nascita del bambino.
Quali diritti ha per legge una madre lavoratrice in Italia?
Eccone alcuni (i principali):
• la madre lavoratrice non può essere licenziata dall’inizio della gravidanza fino al compimento di 1 anno del bambino, salvo pochissime eccezioni;
• se la madre lavoratrice svolge un lavoro pericoloso o fisicamente pesante, il datore di lavoro è tenuto ad assegnarle altre mansioni per tutelare lei e il bambino. Inoltre, non è ammesso il lavoro notturno;
• la madre lavoratrice ha diritto al congedo di maternità obbligatorio, la cui domanda si presenta online sul portale INPS (in autonomia o con l’aiuto di un Patronato);
• a seconda del tipo di contratto di lavoro, la madre lavoratrice può avere diritto a un periodo di congedo parentale (fino ai 12 anni del bambino);
• la madre lavoratrice ha diritto ai permessi per gli esami prenatali, ai riposi per l’allattamento e all’astensione dal lavoro in caso di malattia del bambino.
Assegno di nascita richiesto a distanza
(*per i bambini ucraini nati durante un soggiorno temporaneo all’estero)
Attenzione: anche i genitori, o uno di loro, con residenza (o domicilio) dichiarata e registrata in Ucraina che hanno avuto un figlio durante un soggiorno temporaneo fuori dall’Ucraina possono ottenere l’assegno di nascita, oltre al «pacco bebè».
Per i bambini nati all’estero (durante un soggiorno temporaneo) è attualmente possibile presentare a distanza la domanda di «assegno di nascita». Le indicazioni su come farlo sono disponibili al seguente link:
Ricordiamo che, per ottenere l’assegno statale di nascita per un figlio nato all’estero, uno dei genitori può inviare per posta la domanda sul modulo previsto e i documenti necessari all’ufficio di protezione sociale del luogo di residenza.
(Le relative modifiche sono state approvate con la Risoluzione del Gabinetto dei Ministri dell’Ucraina n. 340 e sono in vigore durante la legge marziale.)
L’assegno di nascita viene concesso a condizione che la domanda sia presentata entro 12 mesi di calendario dalla nascita del bambino.
Attualmente l’importo dell’assegno ucraino di nascita è di 41280 grivnie. Una prima quota di 10320 grivnie viene versata in un’unica soluzione, mentre il resto viene pagato nei 36 mesi successivi in rate mensili uguali di 860 grivnie.
L’assegno statale per le famiglie con figli viene versato ogni mese, a scelta: tramite «Ukrposhta» (le poste ucraine) nel luogo di residenza oppure con accredito su un conto personale presso una banca autorizzata.
Tenete presente che un atto di nascita straniero non avrà una versione elettronica nell’app «Diia»: per questo, con un atto di nascita di questo tipo non è possibile richiedere online l’assegno di nascita.
«Pacco bebè» per i bambini nati fuori dall’Ucraina
Alla nascita di un figlio, ogni famiglia ucraina ha diritto non solo all’«assegno di nascita», ma anche all’aiuto una tantum «pacco bebè», in natura o in denaro.
Come ricevere il «pacco bebè» in natura
L’aiuto una tantum in natura «pacco bebè», in caso di nascita del bambino fuori dall’Ucraina, viene erogato dall’ufficio competente per la protezione sociale del luogo di residenza o di soggiorno del beneficiario.
In questo caso, la domanda deve essere presentata dal beneficiario entro 30 giorni di calendario dalla nascita del bambino; se il bambino è nato fuori da una struttura sanitaria, entro un anno dalla nascita.
Alla domanda vanno allegate le copie (fotocopie) dei seguenti documenti:
• atto di nascita del bambino. Se il bambino è nato all’estero e non ha un certificato di nascita rilasciato dagli organi ucraini di registrazione dello stato civile: copia del documento di nascita rilasciato dall’autorità competente del Paese di soggiorno e legalizzato secondo le modalità previste, salvo diversa disposizione dei trattati internazionali dell’Ucraina, con traduzione in ucraino. La conformità della traduzione o l’autenticità della firma del traduttore devono essere autenticate da un notaio;
• documento che attesta la nascita del bambino fuori da una struttura sanitaria, rilasciato dalla struttura sanitaria che ha visitato la madre e il bambino oppure dalla commissione medica consultiva, se la struttura sanitaria non li ha visitati secondo la normativa (*in caso di nascita fuori da una struttura sanitaria);
• documenti dei genitori o di uno di loro (passaporto, codice identificativo fiscale ucraino);
• *i tutori presentano, oltre ai documenti indicati, copia del provvedimento di nomina del tutore.
Come ottenere la compensazione in denaro del valore del «pacco bebè»
La compensazione in denaro viene concessa se la domanda è presentata entro 12 mesi dalla nascita del bambino. Il beneficiario può richiederla:
• inviando per posta la domanda e i documenti all’ufficio competente per la protezione sociale;
• nell’ambito del servizio integrato «eMaliatko».
Per ottenere la compensazione in denaro tramite il servizio «eMaliatko», il beneficiario fornisce le informazioni necessarie indicando di voler ricevere la compensazione in denaro, comunica la rinuncia della madre o del padre, di altri parenti, dei genitori adottivi, dei tutori, dei genitori affidatari, dei genitori-educatori o degli educatori in affido del bambino all’aiuto una tantum in natura «pacco bebè» e indica un conto dedicato.
Se avete domande sulla procedura per ottenere i documenti di un bambino nato in Italia o su come richiedere a distanza l’assegno di nascita, contattateci: saremo felici di rispondervi e, insieme a voi, cercheremo la soluzione migliore alle vostre difficoltà.




