Nuove regole sulla mobilitazione: chi riguardano?

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Nuove regole sulla mobilitazione: chi riguardano?
Il 30 gennaio 2024 il Consiglio dei Ministri dell’Ucraina ha presentato alla Verkhovna Rada una versione aggiornata del disegno di legge sulla mobilitazione. Secondo i suoi promotori, il provvedimento «amplierà le possibilità» in materia di mobilitazione generale in Ucraina. In precedenza il documento aveva suscitato un ampio dibattito. Ora se ne attendono l’esame e l’approvazione, dopodiché le nuove regole entreranno in vigore.
Si precisa che il nuovo disegno di legge estende la mobilitazione agli ucraini che si trovano all’estero, in particolare agli uomini in età di leva che sono riusciti a lasciare il Paese. Ciò riguarderà sia chi ha lasciato l’Ucraina dopo l’inizio dell’invasione su vasta scala, sia chi è arrivato dopo quel periodo.

Rifugiati – secondo i dati ufficiali del Dipartimento della Protezione Civile, al 19 gennaio 2024 circa il 18% di chi ha chiesto la protezione temporanea in Italia (cioè di chi ha lasciato l’Ucraina dopo l’invasione su vasta scala) è costituito da uomini.
Va sottolineato che tra loro c’è chi ha il diritto legale di lasciare il Paese – persone con disabilità, genitori di famiglie numerose, chi accompagna figli con bisogni speciali, uomini che per legge sono tenuti a mantenere la moglie, i propri genitori o quelli della moglie con disabilità, in quanto unici familiari in grado di lavorare.
Una parte consistente, tuttavia, è costituita da renitenti alla leva che hanno attraversato il confine illegalmente.
Emigrati – il nuovo disegno di legge sulla mobilitazione non prevede eccezioni per gli ucraini emigrati prima dell’inizio della guerra su vasta scala. Il testo usa l’espressione «cittadini dell’Ucraina soggetti agli obblighi militari». Di conseguenza, sono esentati dalla mobilitazione solo gli emigrati che hanno rinunciato ufficialmente alla cittadinanza ucraina.
COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE SULLA MOBILITAZIONE
Ai cittadini ucraini soggetti agli obblighi militari che si trovano in altri Paesi non saranno forniti servizi consolari se privi dei documenti di registrazione militare. Il divieto riguarda gli uomini dai 18 ai 60 anni che sono coscritti, soggetti agli obblighi militari o riservisti.
Sono previste eccezioni nei seguenti casi:
– rilascio del certificato di rimpatrio in Ucraina (il cosiddetto «passaporto bianco»);
– servizi consolari relativi a figli il cui padre o la cui madre è straniero o apolide;
– atti notarili in materia di successione;
– istanze di cittadini arrestati, fermati o detenuti all’estero.
Inoltre, saranno applicate restrizioni a chi non si presenta al Centro territoriale di reclutamento e supporto sociale entro 10 giorni dalla ricezione della cartolina precetto. Questo vale anche per chi si trova in un altro Paese: dovrà rivolgersi al consolato ucraino.
Queste persone potranno subire limitazioni del diritto di lasciare l’Ucraina e di guidare veicoli, e i loro fondi e altri beni potranno essere posti sotto sequestro.
Con l’entrata in vigore della legge sulla mobilitazione, gli ucraini all’estero si troveranno di fronte a un problema serio alla scadenza del passaporto per l’estero: il loro principale documento d’identità non sarà più valido. In parte può sostituirlo la carta d’identità italiana, ma non sempre questo basterà. In particolare, potrebbe diventare impossibile:
– rinnovare il permesso di soggiorno e altri documenti italiani;
– stipulare un contratto di lavoro regolare;
– rinnovare la patente di guida;
– e altro ancora.
È possibile che una parte degli uomini diventi apolide, cioè priva di cittadinanza.




