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L’Ucraina continua a lottare per la libertà. L’Europa, per i valori comuni.

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L’Ucraina e la Difesa dell’Europa: un dialogo strategico a Roma e la voce della comunità ucraina

A Roma si è svolto un evento di grande rilievo politico e simbolico, «L’Ucraina e la Difesa dell’Europa», organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Linkiesta e il Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia (CNAUI). L’iniziativa è stata il cuore della conferenza di alto livello del 24 febbraio 2026, dedicata al quarto anniversario dell’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia e alle prospettive strategiche della difesa europea.

L’incontro ha riunito diplomatici, leader europei, rappresentanti delle istituzioni, esperti di sicurezza ed esponenti della società civile, offrendo uno spazio aperto per analizzare le sfide di oggi e cercare soluzioni condivise. Il programma prevedeva collegamenti in diretta da Bruxelles, interventi degli ambasciatori, un confronto sul ruolo dell’Italia nel rafforzamento delle capacità di difesa europee e iniziative umanitarie dedicate ai giovani ucraini e alla diaspora.

I leader europei e il corpo diplomatico

Alle discussioni strategiche hanno preso parte i principali rappresentanti delle istituzioni europee:

  • – Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo (in collegamento da Bruxelles)
  • – Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo (in collegamento da Bruxelles)
  • – Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea (videomessaggio)
  • – Andrius Kubilius, commissario europeo per la Difesa e lo Spazio (videomessaggio)
  • – I capigruppo politici del Parlamento europeo

Il corpo diplomatico era rappresentato da ambasciatori e vice ambasciatori di Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Germania, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Polonia e Svezia.

Per l’Italia sono intervenuti:

  • – Giulio Terzi di Sant’Agata, presidente della Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato della Repubblica
  • – Lorenzo Guerini, presidente del COPASIR
  • – Antonino Minardo, presidente della Commissione Difesa della Camera dei deputati

Tutti hanno sottolineato la necessità di costruire una difesa europea più integrata, strategicamente autonoma e proattiva, in cui l’Italia intende svolgere un ruolo di primo piano.

L’Ucraina era rappresentata da Oksana Amdzhadin dell’Ambasciata d’Ucraina in Italia e da Taira, simbolo dell’indomita resistenza ucraina.

Il ruolo del Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia

Un posto di rilievo nel programma è stato riservato alla presentazione delle iniziative civiche ucraine. Proprio qui si è fatta sentire con forza la voce del Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia, l’organizzazione che costruisce ponti culturali, educativi e umanitari tra l’Ucraina e l’Italia.

La diplomazia educativa: «100×100: Ponti dell’Istruzione»

La presidente del Congresso Lara Levchun ha presentato il progetto «100×100: Ponti dell’Istruzione», che oggi unisce scuole ucraine e italiane.

Il progetto è diventato un esempio unico di diplomazia educativa: bambini e ragazzi dei due Paesi partecipano a lezioni congiunte, scambi culturali e collegamenti in diretta, creando uno spazio di fiducia e di comprensione reciproca.

Gli sguardi dei bambini presenti in sala e collegati online hanno ricordato a tutti il vero scopo del nostro lavoro comune: proteggere il futuro, difendere la dignità e far crescere una generazione nella libertà.

Durante la sessione plenaria si è collegato online il Liceo n. 117 «Lesia Ukrainka» di Kyiv, che partecipa al progetto. Al pubblico europeo è stato mostrato un video sulla vita dei bambini ucraini durante la guerra. La proiezione, resa possibile dal sostegno del Movimento internazionale delle donne «Per i valori della famiglia», è stata un importante momento umanitario dell’evento e ha permesso alle istituzioni europee di vedere la realtà in cui vivono i bambini ucraini.

Questo collegamento ha dimostrato ancora una volta che la voce delle scuole ucraine è una voce di verità, di resilienza e di speranza, che oggi risuona nel cuore dell’Europa.

La presenza culturale dell’Ucraina: «Regala un’emozione: il colore dopo il nero»

Accanto all’iniziativa educativa è stato presentato il progetto culturale del Dipartimento Cultura del Congresso, «Regala un’emozione: il colore dopo il nero».

La giornalista Olena Tolstokora, che da molti anni documenta storie di resilienza ucraina, lo ha presentato come la prova che la cultura resta uno degli strumenti più potenti di resistenza e di affermazione della propria identità.

Un gesto artistico di resilienza: un dono al Parlamento europeo

Particolarmente commovente è stato il momento in cui l’artista Olena Hromova, coordinatrice dell’associazione di artisti del CNAUI «Un Ponte di Colori», ha donato un suo dipinto al direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, il dott. Carlo Corazza.

Questo gesto è diventato il simbolo:

  • – della gratitudine per il sostegno all’Ucraina,
  • – della resilienza culturale del popolo ucraino,
  • – della promessa che il colore della vita tornerà anche dopo le pagine più buie della guerra.

Una comunità che fa sentire la propria voce in Europa

La partecipazione del Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia a un evento di così alto livello ha confermato che la comunità ucraina in Italia non è soltanto una comunità, ma un partner istituzionale attivo, capace di offrire un contributo concreto al dialogo europeo.

Il Congresso continua a lavorare affinché:

  • – ogni bambino,
  • – ogni scuola,
  • – ogni artista,
  • – ogni volontario della comunità ucraina

si senta visto, ascoltato e riconosciuto.

Lo sguardo al futuro

L’evento di Roma non è stato soltanto una sede di confronto strategico, ma anche uno spazio in cui la comunità ucraina ha dimostrato la propria forza, la propria maturità e la capacità di essere parte del futuro dell’Europa.

L’Ucraina continua a lottare per la libertà.

L’Europa, per i valori comuni.

E la comunità ucraina in Italia, perché tra le due esista sempre un ponte fondato sulla dignità, sulla cultura e sull’istruzione.

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