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Le comunità ucraine in Italia incontrano padre Massimo Nevola SJ: il primo centro multifunzionale aprirà a Napoli

Congresso#Comunicazione

Roma, 24 novembre 2024 – i rappresentanti delle comunità ucraine in Italia hanno incontrato padre Massimo Nevola SJ, assistente spirituale della Lega Missionaria Studenti. Durante l’incontro padre Nevola ha ribadito l’impegno della Chiesa cattolica a sostegno dei profughi ucraini, sottolineando l’importanza di un approccio umano e solidale verso chi ha sofferto a causa della guerra.

Lara Levchun, presidente del Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia – l’organizzazione che riunisce 46 comunità e associazioni ucraine nel Paese –, ha evidenziato l’urgenza di creare centri multifunzionali per i bambini profughi.

Secondo Levchun, sebbene l’inserimento dei bambini nelle scuole italiane proceda bene, grazie al sostegno dei compagni di classe e degli insegnanti, a loro manca il legame con la propria comunità. Questo isolamento sociale dipende dal fatto che le famiglie ucraine in Italia sono composte per lo più da madri e figli minorenni, che vivono in condizioni economiche e psicologiche difficili.

«Centri multifunzionali di questo tipo potrebbero diventare un punto di riferimento per i bambini, un luogo in cui sentirsi “a casa”. Oltre a favorire la socializzazione con altri bambini ucraini, i centri dovrebbero offrire anche un sostegno psicologico, per aiutare i piccoli ucraini a sentirsi di nuovo parte di una comunità», ha dichiarato Levchun.

Durante l’incontro il coordinatore del progetto, il dott. Giuseppe De Rosa, si è impegnato a organizzare a Napoli il primo centro multifunzionale in Italia, Congress Home. Il centro sarà un progetto pilota per rispondere ai bisogni della comunità, offrendo spazi sicuri per la socializzazione, l’apprendimento e il sostegno psicologico.

L’incontro si è concluso con un accordo comune tra i rappresentanti delle comunità ucraine, la Chiesa cattolica e il dott. De Rosa per avviare quanto prima il progetto, che contribuirà al benessere dei profughi, in particolare dei bambini, sostenendo al tempo stesso l’integrazione e la tutela dell’identità culturale.

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