Diritti degli ucraini con disabilità in Italia: il CNAUI presenta una petizione storica
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Il Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia difende i diritti degli ucraini con disabilità: al Senato è stata letta la petizione n. 1584
Il 15 dicembre 2025 al Senato della Repubblica è stata letta la petizione n. 1584, presentata dalla presidente del Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia APS, Lara Levchun.
Il documento chiede l’adozione di misure urgenti per la tutela dei minori con disabilità rifugiati di guerra, richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.
La petizione è stata annunciata nella seduta n. 369 e poi assegnata alle Commissioni riunite 1ª (Affari costituzionali) e 3ª (Affari esteri e difesa).
È un passo importante, che conferma una cosa:
il Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia difende con costanza e competenza i diritti degli ucraini con disabilità che vivono in Italia.
Perché questa petizione è necessaria
In Italia la procedura per ottenere la protezione internazionale può durare fino a due anni, e per tutto questo tempo le famiglie con bambini non possono presentare la domanda di riconoscimento della disabilità.
Restano così prive di:
– sostegno economico
– accesso alla riabilitazione e ai dispositivi medici
– servizi sociali
– possibilità di ricevere l’assistenza di cui hanno bisogno
Per i minori con disabilità questo significa il rischio di un peggioramento della salute e la violazione di diritti fondamentali.
Le principali richieste della petizione n. 1584
1. Un riconoscimento rapido e semplificato dello status di «minore con disabilità»
Si propone di:
– effettuare un accertamento provvisorio della disabilità entro 30 giorni dalla domanda di protezione internazionale
– accettare la domanda iniziale senza la presentazione immediata della documentazione medica
– consentire di presentare i certificati medici entro 6 mesi
– registrare automaticamente il caso sulla base della dichiarazione dell’accompagnatore
Le famiglie potrebbero così accedere ai servizi di base senza anni di attesa.
2. L’abolizione dei requisiti di reddito e di residenza
La petizione chiede di:
– eliminare l’obbligo di presentare certificazioni dei redditi che i rifugiati non sono in grado di ottenere
– non richiedere la residenza ai titolari di protezione internazionale
– consentire di utilizzare la dichiarazione di domicilio come documento sufficiente
Lo scopo della petizione
Il documento mira a:
– garantire il rispetto dei diritti dei minori con disabilità
– eliminare le barriere discriminatorie
– prevenire ritardi e ostacoli burocratici
– assicurare un approccio umano e inclusivo all’accoglienza dei rifugiati ucraini
– offrire aiuto a ogni bambino, in qualunque fase si trovi la sua pratica amministrativa
Il percorso professionale
La presidente del Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia, Lara Levchun, vanta oltre 15 anni di esperienza nell’assistenza legale nelle pratiche di disabilità.
2010–2021: attività presso uno studio legale
– specializzazione: pratiche di disabilità
– preparazione di ricorsi giudiziari
– assistenza in procedure amministrative complesse
Iniziative formative
Nel 2023
– è stato organizzato un corso sulle questioni migratorie rivolto agli ucraini
– si è tenuta una serie di webinar sulle difficoltà del riconoscimento della disabilità in Italia
– sono stati preparati materiali informativi
Mobilitazione civica: il gruppo «Disabilità» e la raccolta di testimonianze
Nel novembre 2023 è nato il gruppo WhatsApp «Інвалідність» (Disabilità), che oggi riunisce oltre 300 ucraini.
L’amministratrice del gruppo, Natalia Drozdenko, ha raccolto le storie reali di famiglie ucraine che hanno incontrato difficoltà nel riconoscimento della disabilità.
I materiali sono stati preparati insieme a:
– Oksana Trapani
– la coordinatrice Lina Tsepla
e consegnati ai rappresentanti delle istituzioni durante il Forum del 19 novembre 2025 a Roma, organizzato insieme all’Ufficio del Parlamento europeo in Italia.
Una nuova fase di collaborazione: il Memorandum di Bari
Di recente, durante il forum internazionale «Ucraina – Italia» a Bari, il Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia ha firmato un Memorandum di collaborazione con l’Unione per la tutela dei diritti delle persone con disabilità (presidente: Oleksandr Vozniuk).
Il documento sancisce la posizione comune delle due organizzazioni:
la tutela dei diritti delle persone con disabilità è uno degli impegni morali fondamentali, che non conosce confini e non può essere rimandato.
Il Memorandum apre la strada a:
– unire le forze nell’attività di tutela dei diritti
– preparare appelli congiunti alle istituzioni europee
– creare un sistema di sostegno per gli ucraini con disabilità sia in Italia sia in Ucraina
Il Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia continua a difendere i diritti degli ucraini con disabilità, ma è importante ricordare che
anche lo Stato ucraino offre sostegno informativo e legale ai propri cittadini, anche fuori dalla patria.
Ogni ucraino che si trova in difficoltà ha il diritto di rivolgersi alle istituzioni dello Stato ucraino.
Perché la richiesta venga esaminata come si deve, occorre:
– scrivere una richiesta formale, descrivendo con chiarezza il problema
– stampare il documento e firmarlo a mano
– allegare la copia del passaporto o di un altro documento d’identità
– inviare la documentazione:
– al Commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino (Ombudsman)
– al rappresentante dell’Ombudsman per la tutela dei diritti dei cittadini all’estero
Questa richiesta è uno strumento importante: permette allo Stato di intervenire sulle violazioni dei diritti e ai cittadini di ricevere il sostegno a cui hanno pienamente diritto.
Il sito ufficiale dell’Ombudsman ucraino
Commissario per i diritti umani del Parlamento ucraino (Ombudsman)
Sito ufficiale
Linea diretta
0800-50-17-20 (gratuita)
044-299-74-08
Gli ucraini in Italia non sono soli di fronte ai propri problemi.
Le associazioni, gli organismi per la tutela dei diritti e lo Stato ucraino formano insieme un sistema che ha il compito di proteggere la dignità, la salute e i diritti di ogni persona, soprattutto di chi ha più bisogno di aiuto.




