

LA CULTURA COME VOCE DELLA RESILIENZA
«GIORNATA DEL SILENZIO» HA UNITO L’UCRAINA E L’ITALIA 🇺🇦 🇮🇹
Il 24 febbraio 2026 si è svolto il progetto internazionale di solidarietà «GIORNATA DEL SILENZIO», promosso dal Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia (CNAUI).
Nel giorno del 12º anniversario dell’inizio della guerra e del quarto anniversario dell’invasione su larga scala, la cultura ha parlato il linguaggio della dignità, della memoria e dell’unità.
Nel corso della giornata, dalle 09:00 alle 21:00 (ora di Kyiv), ogni ora si sono uniti alla maratona comune rappresentanti di tutte le regioni dell’Ucraina🇺🇦, dalla Repubblica Autonoma di Crimea alla regione di Chernihiv. Ogni ora è diventata un momento di silenzio condiviso, un minuto di raccoglimento e una testimonianza viva del fatto che la cultura ucraina è indistruttibile.
🔹 In tutto sono stati presentati 66 videomessaggi.
🔹 66 voci delle regioni.
🔹 66 storie di resilienza, di identità e di un patrimonio che vive anche sotto il fragore della guerra.
Questa giornata è diventata un ponte invisibile tra l’Ucraina e la comunità ucraina in Italia. Mentre l’Ucraina chinava il capo in silenzio, gli ucraini d’Italia custodivano quel silenzio insieme a lei. E da questo silenzio condiviso è nata una potente voce di verità 🙏🏻
Come ha sottolineato la responsabile del Dipartimento Cultura del Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia
Liudmylka Horbachyk:
«La cultura non ha un indirizzo. Non si può distruggere con i missili, perché vive in ogni parola ucraina, in ogni canzone e, soprattutto, nei nostri cuori. È dove siamo noi. La cultura siamo noi».
Ringraziamo di cuore tutti coloro che hanno partecipato:
🔹 i rappresentanti delle regioni
🔹 gli organizzatori e i volontari
🔹 la diaspora ucraina in Italia
🔹 i nostri bambini ucraini, il nostro futuro!
🔹 chiunque abbia seguito le dirette, si sia unito ai minuti di silenzio o abbia acceso una candela in memoria
La «GIORNATA DEL SILENZIO» lo ha dimostrato: la cultura non può essere distrutta da un’aggressione fisica. Resta viva, forte e unita nonostante gli anni di guerra.
Grazie per l’unità.
Grazie per la dignità.
Grazie per questo silenzio condiviso, che parla più forte di qualsiasi parola.
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