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Le celebrazioni della Giornata mondiale della vyshyvanka

Вишиванка єднає світ#Cultura

24 maggio 2026, Lamezia Terme, Sud Italia.

Le celebrazioni della Giornata mondiale della vyshyvanka

La vyshyvanka (la tradizionale camicia ricamata ucraina) e i costumi popolari italiani, le risate dei bambini e i canti che stringono il cuore: tutto si è intrecciato in un’unica giornata calda ed emozionante, in cui ognuno portava nel pensiero ciò che conta di più. Nonostante la bellezza che ci circondava, il nostro dolore non si placa nemmeno per un istante: ogni secondo pensiamo ai nostri prigionieri di guerra, ai civili tenuti in ostaggio e ai bambini ucraini rapiti con l’inganno dalla Federazione Russa. Questo evento è stato un’altra voce forte levata davanti al mondo: aspettiamo a casa ciascuno e ciascuna di loro, continuiamo a lottare e non dimenticheremo mai chi è in prigionia.

Il calore dell’anima ucraina in Italia

Questa giornata è nata dall’amore per l’Ucraina che accomuna le comunità ucraine del Sud Italia, dall’impegno dell’associazione «Svitanok», guidata da Oksana Haladzhun e Stanislav Shevchenko, e dal lavoro appassionato delle associazioni «Kolos», «S.Me.Re.Ca», «SALO», «Media Vision Theatre» e «Solomia». Insieme sono riuscite a riunire la comunità locale e gli amici italiani attorno a ciò che è la nostra forza: la nostra identità.

Un filo che unisce le generazioni: la cultura è diventata la nostra arma e la nostra cura. Custodire la lingua madre, la memoria e l’arte è ciò che mantiene vive le radici della nostra nazione, ovunque ci troviamo.

Bellezza ricamata a filo: la straordinaria stilista Anastasiia Vasylyk ha presentato la collezione del marchio «Chycheri», che sembrava dare nuova vita alla nostra storia. Gli ospiti hanno trattenuto il fiato davanti agli autentici abiti antichi esposti nella mostra aperta dedicata al patrimonio ucraino.

Tradizioni vive: la signora Kateryna Nikolin ha svelato i codici nascosti del nostro ricamo, la signora Maryna ha accompagnato con cura gli ospiti lungo il percorso della mostra, mentre le signore Liubov e Viktoriia hanno realizzato insieme a bambini e adulti le motanka, bambole-amuleto in cui ciascuno ha racchiuso una preghiera per la pace.

Quando i cuori parlano la stessa lingua

Il momento più toccante è stato un vero ponte di solidarietà tra i due popoli. Il coro locale «Madonna di Dipodi» è venuto a sostenere gli ucraini, sfoggiando il raro costume tradizionale della «pacchiana nicastrese».

E quando si sono levate le voci dei nostri gruppi «Berehynia», «Berehynia Junior», «Svitanok» e dei piccolissimi angioletti del gruppo «Barvinok», a molti sono venute le lacrime agli occhi. È stata una festa di unità, in cui il libro e il ricamo sono diventati quegli stessi fili che cuciono insieme le culture, curano le anime ferite e donano la cosa più importante: la speranza incrollabile nel ritorno di tutta la nostra gente e nella vittoria della luce.

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