

Olha Oriekhova è una violinista di Donetsk la cui storia è diventata un simbolo di forza, tenerezza e rinascita.
La guerra l’ha costretta a lasciare la sua città per mettere in salvo il proprio bambino, e dal 2022 ha iniziato una nuova vita in Italia. I primi anni sono stati segnati dal lavoro, ovunque se ne presentasse l’occasione, ma la perdita più grande per lei è stata il silenzio forzato, senza musica: un silenzio in cui si era smarrita una parte di sé.
Tornare al violino ha significato, per Olha, tornare alla vita.
Sfiorando di nuovo le corde, ha sentito che insieme alla musica le tornavano la sua casa, la sua memoria, la sua voce. Oggi Olha suona a Capri, negli hotel, ai matrimoni, in concerti da camera e di beneficenza, regalando al pubblico una musica intrisa di sincerità e di vita.
Il 19 novembre 2025 si è esibita a Roma al forum
«Salvare i bambini – Salvare il futuro», organizzato dall’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e dal Congresso Nazionale delle associazioni ucraine in Italia.
Durante la performance artistica delle pittrici Olena Hromova e Liudmylka Horbachyk, il suo violino ha incantato la sala. La musica di Olha è diventata un ponte tenero e insieme doloroso tra i temi affrontati dalle artiste: la casa, la perdita, un’infanzia che la guerra mina dall’interno.
Sono temi che toccano Olha in modo particolarmente profondo: viene da un territorio occupato e conosce il prezzo della perdita e quello della speranza.
La sua musica non è una semplice esecuzione.
È un cammino dal dolore alla luce, dall’esilio alla rinascita.
È la voce di una donna che, nonostante tutto, continua a creare bellezza e a ricordarci che
dove risuona la musica resta sempre la possibilità che la luce ritorni.
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