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2 anni di resistenza. 10 anni di guerra

Congresso#Eventi principali

Il 24 febbraio 2024 la bandiera ucraina sventolava ovunque in Italia. Ancora una volta la diaspora ha ricordato l’invasione su larga scala della nostra terra da parte della Russia. Una manifestazione si è svolta anche a Napoli. Ad aprirla è stata Sofiia, studentessa universitaria diciannovenne. La sua storia è simile a quella di migliaia di altri ucraini costretti a fuggire dai bombardamenti russi. La ragazza ha ringraziato i difensori dell’Ucraina, tra i quali c’è suo padre, a cui ha dedicato una canzone scritta da lei, e ha raccontato la propria drammatica vicenda: come, insieme alla madre e alla sorella minore, si è ritrovata in terra straniera.

2 anni di resistenza. 10 anni di guerra

La manifestazione è proseguita con l’intervento della presidente del Centro di coordinamento delle associazioni ucraine, Lara Levchun. Ha rievocato il momento drammatico in cui tutto è cominciato, con una telefonata alla mamma, riportando tutti a quella terribile mattina del 24 febbraio. Ha sottolineato che negli ultimi due anni l’Ucraina è stata testimone di un vero e proprio genocidio: le forze russe commettono crimini di guerra, attaccano scuole, ospedali e strutture civili, e la popolazione civile continua a morire.

2 anni di resistenza. 10 anni di guerra

«Purtroppo la guerra continua: ormai gli anni sono dieci, non uno o due, e il popolo ucraino ha ancora bisogno dell’aiuto sociale e umanitario degli italiani e degli europei in generale», ha sottolineato il Console Generale dell’Ucraina a Napoli, Maksym Kovalenko.

2 anni di resistenza. 10 anni di guerra

Ha espresso il proprio sostegno durante la manifestazione anche il coordinatore di «Liberi Oltre le Illusioni», Mattia Alvino, che ha osservato come la Russia cerchi di conquistare con la forza i territori ucraini e rappresenti una vera minaccia per l’intero mondo democratico. Per questo, a suo avviso, l’Europa nel suo insieme deve impegnarsi a stringersi attorno al popolo ucraino e a contribuire a porre fine il prima possibile all’aggressione russa.

2 anni di resistenza. 10 anni di guerra

Padre Volodymyr e padre Vasyl della comunità greco-cattolica di Napoli hanno sostenuto l’Ucraina con la preghiera. Insieme ai presenti hanno intonato «Bozhe velykyi, yedynyi» («Dio grande e unico»), creando un clima di unità e di speranza nella vittoria.

Toccante l’intervento del giovane Pasquale, nato in Italia e di origini ucraine, che ha ricordato ai presenti la storia delle guerre della Russia contro altri paesi.

Oltre agli organizzatori, il Centro di coordinamento delle associazioni ucraine e «Liberi Oltre le Illusioni», in piazza sono intervenuti Comitato Ventotene, VOLT, EUMANS, Radicali, Italia Viva, Gioventù Federalista Europea, Punto Interno, Articolo 21 e un’associazione giovanile cattolica.

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La manifestazione si è conclusa con il canto corale di «Oi u luzi chervona kalyna». Centinaia di luci evocavano i cuori feriti degli ucraini, e le voci hanno dato vita all’immagine unica di una comunità unita.

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