
Il film del giornalista e fotografo ucraino Mstyslav Chernov è stato candidato all’Oscar nella categoria «Miglior documentario». È doloroso da guardare, ma queste immagini devono vederle tutti.
Realizzato insieme al fotografo Yevhen Maloletka e alla produttrice Vasylysa Stepanenko, il film è nato durante l’assedio di Mariupol, nel pieno dell’invasione russa. I giornalisti dell’Associated Press erano rimasti gli unici corrispondenti internazionali in città e hanno documentato la catastrofe umanitaria e i crimini di guerra. Il film ha scosso il pubblico con immagini strazianti degli eventi dell’invasione, delle fosse comuni dei civili e del lavoro eroico dei medici.
Chernov e Maloletka inviavano foto e video nascosti sotto una scala accanto a un negozio di alimentari distrutto: l’unico punto di Mariupol dove c’era ancora segnale.
«20 giorni a Mariupol» ha già ottenuto numerosi riconoscimenti, tra cui il premio del pubblico al Sundance Film Festival, oltre a due candidature ai BAFTA, i premi dell’Accademia britannica del cinema.

Un sentito ringraziamento a Zhanna Zhukova e Olha Korenkova dell’associazione «My Voglia APS»
per la proiezione del film «20 giorni a Mariupol», che hanno organizzato per la prima volta a Napoli il 4 marzo.
Il vostro contributo alla sensibilizzazione e al sostegno della cultura ucraina è inestimabile. Questa proiezione è stata un passo importante per richiamare l’attenzione su ciò che accade in Ucraina: ha offerto uno spazio di confronto sui temi cruciali e l’occasione per comprendere più a fondo la situazione.
Stiamo valutando di riproporre il film a Napoli e in altre città italiane.




