La guerra e gli adolescenti

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La guerra, la separazione dalla famiglia e il trasferimento in un Paese sconosciuto sono eventi profondamente traumatici per bambini e adolescenti. Possono incidere sulla loro salute mentale, sul loro stato emotivo, sul comportamento, sulle relazioni sociali e sul futuro. Ecco alcune delle possibili conseguenze di questi eventi sulla psiche di bambini e adolescenti:
- Ansia, paura, panico, insicurezza, senso di impotenza, disperazione.
- Disturbo da stress post-traumatico (PTSD), caratterizzato dal rivivere gli eventi traumatici sotto forma di ricordi, sogni e flashback, dall’evitamento di tutto ciò che li richiama, da tensione elevata, irritabilità, senso di colpa e rabbia.
- Depressione, tristezza, apatia, perdita di interesse per la vita, bassa autostima, solitudine, pensieri di morte o di suicidio.
- Disturbi dissociativi, che si manifestano come estraneità rispetto a sé stessi, al proprio corpo, all’ambiente, alle proprie emozioni e alla propria identità, rifiuto di parlare, isolamento sociale, perdita della memoria o della coscienza.
- Disturbi del comportamento, che si manifestano con aggressività, violenza, comportamenti antisociali o criminali, abuso di alcol o droghe, violazione delle regole, ribellione, comportamenti a rischio o autolesionistici.
- Disturbi dello sviluppo, che comprendono il rallentamento o il ritardo dello sviluppo fisico, psichico, linguistico, sociale o scolastico, la regressione nelle abilità già acquisite, l’immaturità o l’infantilismo.
Per affrontare queste conseguenze, bambini e adolescenti hanno bisogno di aiuto psicologico, sostegno, cura e amore. Ecco alcuni dei modi possibili per aiutarli:
- Creare un ambiente sicuro, stabile, confortevole e accogliente, in cui possano sentirsi protetti, accettati, rispettati e compresi.
- Dare loro la possibilità di esprimere emozioni, pensieri, sentimenti, preoccupazioni, bisogni e desideri attraverso diverse forme di comunicazione, come la conversazione, il disegno, la scrittura, il gioco, la musica, lo sport, gli hobby e così via.
- Spiegare che cosa sta succedendo, perché succede, quali possono essere le conseguenze e come affrontarle, con un linguaggio semplice, comprensibile, adeguato e sincero, tenendo conto dell’età, del livello di sviluppo, degli interessi e delle domande del bambino o dell’adolescente.
- Coinvolgere bambini e adolescenti nelle decisioni che riguardano la loro vita, offrendo loro scelta, controllo, responsabilità e la possibilità di incidere sul proprio futuro, e incoraggiarne l’autonomia, l’iniziativa, la creatività e la collaborazione.
- Garantire l’accesso all’istruzione, alla sanità, al tempo libero, alla cultura, all’arte, alla religione, alla società civile, ai diritti umani e alle altre risorse che favoriscono lo sviluppo, l’apprendimento, la realizzazione personale, l’integrazione e la socializzazione di bambini e adolescenti.
- Mantenere e ricostruire i legami familiari, di parentela, di amicizia, di compagnia, etnici, nazionali, culturali e di altro tipo, che danno a bambini e adolescenti un senso di appartenenza, identità, radici, eredità, valori e tradizioni.
- Rafforzare il rispetto di sé, la fiducia in sé stessi, l’accettazione di sé, la cura di sé, l’autostima, l’autorealizzazione e la capacità di aiutarsi da soli, insegnando loro il pensiero positivo, la determinazione, l’ottimismo, la flessibilità, la capacità di riprendersi, la forza di volontà e la resilienza.
È una questione molto complessa e impossibile da descrivere in termini generali. Se non riuscite a trovare una via d’uscita, è bene rivolgersi a uno psicologo professionista, che potrà offrirvi un aiuto più approfondito e personalizzato.




